Doveva esserci la rimonta, c’è stato l’esatto opposto. Dopo il 3-1 in Norvegia, l’Inter perde anche il ritorno a San Siro per 1-2, con un Bodo Glimt bravo, ordinato e astuto nello sfruttare gli “orrori” della difesa nerazzurra. Dopo la finale dello scorso anno, i milanesi escono dalla Champions League clamorosamente, e già ai play-off. In un risultato, che riguardando la miglior compagine italiana (e per distacco), deve non solo allarmare, ma anche portare a una sofferta auto-riflessione.

“Tanto fumo e poco arrosto”: il primo tempo fra Inter e Bodo Glimt termina a reti bianche

L’Inter parte subito aggressiva, cercando di prendere il controllo del gioco fin dai primi minuti. Al 3’, Esposito stacca di testa su cross perfetto di Dimarco, ma la palla finisce sopra la traversa. Poco dopo, lo stesso Dimarco ci prova dal limite con il mancino, trovando l’ottima risposta di Haikin. Al 14’, Thuram si crea lo spazio da solo e calcia verso il palo lontano, ma la deviazione di Gundersen manda la palla in corner. Non mancano altre chance importanti: al 24’ Bastoni colpisce di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, mentre Frattesi prova un potente stacco su corner arrotato di Dimarco, entrambi respinti dal portiere ospite.

Il Bodo Glimt risponde con ordine (specie in ripartenza), e quasi sorprende Sommer al 36’ con un colpo di testa di Evjen, ma il portiere nerazzurro blocca sicuro in due tempi. Verso la fine del primo tempo, qualche protesta dell’Inter per un possibile tocco di mano in area norvegese non trova il favore dell’arbitro. Nel complesso, il primo tempo è intenso: l’Inter mantiene il possesso e continua a spingere alla ricerca della rimonta. Ma i norvegesi difendono con attenzione, lasciando tranquillamente il pallino del gioco ai nerazzurri.

Akanji fa la frittata: prima Hauge e poi Evjen condannano l’Inter a una clamorosa eliminazione

Il secondo tempo si apre con un ritmo alto e la squadra di Chivu che cerca di riaprire disperatamente i conti. Ma al 52’, un errore clamoroso di Akanji regala palla a Blomberg. Sommer è bravo a salvare la prima conclusione, ma nulla può sulla ribattuta di Hauge, che calcia al volo e firma il primo gol del Bodo Glimt, portando i norvegesi sul 1-0 nella partita e sul 4-1 complessivo.

I nerazzurri provano a reagire, (lo stesso centrale ex Manchester City prende un palo al 69′) ma il Bodo continua a fare male, soprattutto in contropiede. 20 minuti più tardi, arriva addirittura il clamoroso raddoppio degli ospiti, con Evjen che insacca un destro preciso all’angolino, rendendo la rimonta nerazzurra quasi impossibile.

L’Inter accorcia al 76’: in un’azione confusa, Akanji colpisce di testa, Bonny ribatte e Bastoni trova il gol col ginocchio. Il portiere Haikin respinge solo dopo che il pallone ha varcato interamente la linea di porta, e con la Goal Line Technology fissa il punteggio sull’1-2.

Ma non basta per riaprire la questione. La rete del difensore, oggetto di mille polemiche nelle ultime settimane, si rivela infatti solo una flebilissima ed effimera consolazione.

In una sconfitta (e conseguente eliminazione) che per l’Inter, prima squadra per distacco della nostra Serie A, è una figura a dir poco barbina (visto il peso dell’avversario e le evidenti differenze di budget). Ma che per il calcio italiano tutto, rappresenta l’ennesima macchia; l’ennesima vergogna; l’ennesimo sintomo di un declino sempre più miserabile.