Il Messico è nel caos.
La situazione è precipitata dopo l’uccisione di “El Mencho”, leader del Cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG), il più potente narcos del paese, avvenuta in un’operazione militare a Jalisco intorno al 21-22 febbraio 2026. Inizia qui la tempesta in pieno corso nell’America Centrale: violenze diffuse, con scontri tra narcos e forze dell’ordine, incendi di veicoli, blocchi stradali in oltre 20 stati e saccheggi.

Almeno 70 morti confermati, tra cui 27 agenti, criminali e civili (come una donna incinta), con 27 arresti e evasioni da carceri. Il governo ha dispiegato 10.000 truppe, sospendendo scuole, trasporti pubblici e voli in zone come Guadalajara e Puerto Vallarta.

Il governatore di Jalisco ha riattivato le attività economiche dal 23 febbraio, con scuole che riaprono il 24, segnalando un ritorno alla normalità nonostante la tensione residua. La Farnesina e gli USA consigliano di evitare spostamenti non essenziali.
Il caos è divampato dopo l’operazione delle forze speciali messicane supportata da intelligence USA. Ferito in uno scontro a fuoco durante un appuntamento con una fidanzata, l’obiettivo è morto durante il trasferimento a Città del Messico; è stato eliminato anche il suo braccio destro “El Tuli”: gli USA offrivano 15 milioni di dollari per la sua cattura, e il CJNG è designato come organizzazione terroristica straniera dal febbraio 2025.

Le coseguenze

L’uccisione ha provocato caos in almeno 20 stati: blocchi stradali con oltre 100 veicoli incendiati, saccheggi, attacchi a basi militari, nonché l’evasione di 23-27 detenuti dalla prigione di Ixtapa (Guadalajara) e scontri armati. Bilancio: 58-70+ morti, tra cui 27 agenti (15 Guardia Nazionale), 46 criminali, civili come una donna incinta, e feriti non specificati. L’epicentro è il Jalisco (Guadalajara, Puerto Vallarta), ma sono coinvolti Guanajuato, Michoacán, Nayarit, Aguascalientes, Tamaulipas, Colima, Guerrero, Nuevo León.

Dispiegate 10.000 truppe federali, inclusi 2.500 extra a Jalisco con elicotteri Black Hawk per supporto aereo; chiusi gli spazi aerei su Tapalpa. La Presidente Claudia Sheinbaum ha invocato calma, lodando Esercito e Guardia Nazionale, confermando coordinamento statale-federale senza ingerenze delle truppe USA, che invece confermano il coinvolgimento nell’operazione di intelligence.
Nelle ultime ore il Governatore di Jalisco Pablo Lemus ha revocato il codice rosso: c’è normalità parziale dal 23-24 febbraio con riapertura delle scuole (24), trasporti pubblici, negozi, banche, rifornimenti di carburante garantiti.
Da chiarire la situazione sui trasporti pubblici, sospesi inizialmente, ma anche sui voli cancellati/sospesi da Volaris, Air Canada, United, American a Guadalajara e Puerto Vallarta; con porto Manzanillo sostanzialmente fermo. Bloccati i turisti all’aeroporto Guadalajara, nel panico nelle ultime ore (ma le autorità parlano di “psicosi”); Puerto Vallarta viene descritta come “zona di guerra” ma al momento è in ripresa con focus su approvvigionamenti alberghieri.

Tuttavia la preoccupazione è anche per il futuro: gli esperti avvertono sul fatto che il vuoto di potere nel CJNG potrebbe portare a possibili riallineamenti violenti interni.

Nel video Alfredo, abitante italiano, percorre le vie di Puerto Vallarta tra auto in fiamme e spari inquietanti.