“Well done Donald Trump, Venezuela libre!” Ovvero: ben fatto Donald Trump, Venezuela libera! È quanto ha scritto, senza perifrasi né ambagi, sulla propria pagina X Nathaniel Rothschild, membro di spicco della famiglia Rothschild. Notoriamente influente nel settore bancario attraverso Rothschild & Co.
Quod erat demonstrandum. La grande finanza internazionale brinda alla “liberazione” del Venezuela. Cioè (tradotto senza ipocrisie) al suo passaggio sotto la dominazione statunitense e sotto il controllo del sinedrio liberal-finanziario.
La colpa imperdonabile di Maduro, e prima ancora di Chávez, agli occhi di Washington e del liberalismo finanziario globale, è stata quella di nazionalizzare gli asset fondamentali della produzione. Opponendosi con decisione all’imperialismo neoliberale finanziario. Si fa presto a dire che “Chávez e Maduro abbiano affamato il popolo…”
In realtà, ad affamare il popolo venezuelano sono stati i vili embarghi della civiltà del dollaro. Proprio per la resistenza opposta da Chávez e Maduro all’imperialismo a stelle e strisce, entrambi sono stati immediatamente bollati come “dittatori”. Termine che oggi viene usato sic et simpliciter per indicare chiunque non si pieghi alla globalizzazione americano-centrica e finanziaria.
Trump, la “liberazione” del Venezuela e la vera posta in gioco
Come Trump stesso ha ammesso candidamente, senza edulcorazioni retoriche, ora che Maduro è stato catturato (o meglio, rapito vigliaccamente) gli Stati Uniti d’America potranno appropriarsi delle risorse petrolifere del Venezuela.
La vera liberazione, dunque, non è quella del popolo venezuelano, che anzi da oggi diventa servo di Washington. La vera liberazione è invece quella del sinedrio liberal-finanziario, che finalmente si è liberato di un patriota resistente alla propria dominazione.
Il Venezuela di Maduro presentava senza dubbio numerosi aspetti critici, anche aspramente criticabili: su questo, nulla quaestio. Ma ciò non può in alcun modo giustificare una aggressione imperialistica e la violazione della sovranità nazionale, in spregio al diritto internazionale.
D’altro canto, quanti Stati nel mondo presentano oggi elementi critici, senza per questo essere invasi quotidianamente da Washington?
La vicenda del golpe in Venezuela richiama da vicino quella del Cile del 1973, quando gli Stati Uniti d’America rovesciarono il governo eroico e patriottico del presidente Salvador Allende, colpevole anch’egli di aver nazionalizzato gli asset della produzione, utilizzando la manovalanza di Pinochet, manutengolo della CIA. La storia si ripete, spesso in forme tragiche. E anche questa volta, purtroppo, si ripete.
RADIOATTIVITA’ – CON DIEGO FUSARO










