Un mondo di guerre. Non era proprio quello che si aspettavano i popoli d’Europa dopo la seconda guerra mondiale, con gli accordi internazionali, con le Unioni e con i trattati. E anche con le Nazioni Unite, che dovevano segnare l’inizio della Pace attraverso la diplomazia, col fine di scongiurare altre tensionisanguinose. Una prospettiva lontana dalla situazione reale di oggi, con gli Stati Uniti impegnati in Venezuela, in Iran e nella Groenlandia. Poi con i bombardamenti a Gaza e il conflitto in Ucraina. Su quest’ultimo, la diplomazia è “ai minimi”, dice Vladimir Putin durante l’incontro al Cremlino con gli ambasciatori. E’ il segmento delle dichiarazioni del presidente russo riportato maggiormente sui titoli dai principali organi di stampa come l’ennesimo attacco. C’è un’appendice, non riportata nei titoli, però dice di più.
“Europa? Noi siamo pronti”
“Vogliamo credere che con il tempo la situazione cambierà – ha detto Putin – e che i nostri Stati torneranno a una comunicazione normale e costruttiva basata sul rispetto degli interessi nazionali e sulla considerazione delle legittime preoccupazioni in materia di sicurezza. La Russia è stata e rimane fedele a questi approcci ed è pronta a ripristinare il livello di relazioni di cui abbiamo bisogno. Nel complesso, come già sottolineato più volte, siamo aperti a una cooperazione reciprocamente vantaggiosa con tutti i paesi, senza eccezioni“.
Un’ipotesi per niente remota come ipotizzavano (o condannavano) Ursula von der Leyen o Kaja Kallas. Infatti già la Francia, l’Italia e, di recente, la Germania, hanno confermato la necessità di dover tornare a parlare con la Russia.
Necessario anche per Putin, nonostante abbia precisato che i contatti sono ora ai minimi “non per colpa nostra“.
La frecciata agli Usa
Sulla geopolitica intorno agli Stati Uniti, il presidente russo ha lanciato una frecciata. “Al posto del dialogo tra Stati, si sente il monologo di coloro che, in virtù della loro forza, ritengono lecito dettare la propria volontà, dare lezioni di vita e impartire ordini. Decine di paesi nel mondo soffrono per la mancanza di rispetto dei loro diritti sovrani, per il caos e l’illegalità, e non hanno la forza e le risorse per difendersi. Una soluzione ragionevole a questa situazione sembra essere quella di esigere con maggiore insistenza il rispetto del diritto internazionale da parte di tutti i membri della comunità internazionale, nonché di fornire un sostegno concreto al nuovo ordine mondiale multipolare, più equo, che sta facendo strada“.










