Golini 5,5
Lunga inattività, inoperosità fino a un certo punto della gara, rivedibile il modo in cui ha cercato di opporsi alla conclusione di Taborda.
Ghilardi 6
Media ponderata tra errore imponderabile e il resto di una partita disputata con personalità. Deve lavorare su queste cadute di attenzione, sempre macroscopiche. Quale maestro migliore di Gasp?
Mancini 4
Imperdonabile il modo in cui lascia i suoi in dieci e, soprattutto, fa sbocciare l’agonismo di un Panathinaikos che stava per prendere l’imbarcata.
Ziolkowski 7
Gol pesantissimo, con scelta di tempo da centravanti: quanto sia pesante la sua rete, lo capiremo nelle settimane a venire.
Celik 6
Sfiora un eurogol di esterno, si adatta a tamponare più zolle, dopo l’inferiorità numerica, tenta di accompagnare una fase offensiva che offende poco.
Pisilli 6,5
È il colante, forse poco apparente, di ciò che a un certo punto resta dell’unità d’intenti romanista. Si becca il giallo, si sbatte il giusto.
Cristante 6 +
Chilometraggio importante, perché Liedholm era un mito ma che si giochi meglio in dieci era una (riuscitissima) battuta. Ogni tanto scende a fare il centrale.
El Aynaoui 6,5
Piace per la precisione degli appoggi e la naturalezza degli inserimenti.
Tsimikas 6+
Qualcosa di più di un compitino contro i suoi connazionali, a cominciare da quella conclusione di sinistro secca e tesa.
Pellegrini 5
Non coglie mai l’attimo, e dire che le occasioni non sono mancate.
Soulé 5
Non punge, non crea superiorità, non si prende la scena.
Rensch 6
Cerca di tenere in equilibrio una vettura su tre ruote, perché in dieci deve badare più agli spifferi che ad affacciarsi per guardare il panorama.
N’Dicka 6+
Mette un po’ di cemento armato nel fortino.
Wesley 6
Accende lo scooter e semplifica il traffico.
Della Rocca 6+
Il ragazzino fa di tutto per proporsi, lì davanti.
Angelino 6
Per la luce verso la fine del tunnel.
Gasperini 6,5
Su tante criticità e con tutte le assenze che c’erano in partenza, il gruppo alla fine s’è compattato per evitare la figuraccia e i play off, anche se per il tecnico un turno in più non sarebbe stato un problema.
Paolo Marcacci










