Lazio, Winter esclusivo ▷ “Taylor lo conosco di persona, vi dico perché può fare la differenza”

In foto: Kenneth Taylor (CC LazioStyle)

Aron Winter, l’elegante regista olandese che ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore dei tifosi laziali, è tornato a parlare della sua esperienza biancoceleste in un’intervista esclusiva ai nostri microfoni, regalando emozioni e ricordi che ancora oggi scaldano l’anima di chi ha vissuto quegli anni. Arrivato a Roma nell’estate del 1992, Winter ha incarnato alla perfezione lo spirito della nuova Lazio di Sergio Cragnotti: tecnica sopraffina, inserimenti letali, intelligenza tattica e una fame insaziabile di pallone. In quattro stagioni indimenticabili (1992-1996) ha collezionato 156 presenze e 26 reti – di cui 123 partite e 21 gol in Serie A – diventando uno dei pilastri di quella squadra che, partita da lontano, ha posto le basi per lo storico Scudetto del 2000.

Eleganza e sostanza si fondevano nel suo gioco: mezzala sinistra o box-to-box, capace di dettare i tempi e di sorprendere con conclusioni dalla distanza, Winter ha condiviso il campo con fenomeni come Signori, Gascoigne, Boksic e Fuser, contribuendo a riportare la Lazio in Europa dopo un digiuno durato sedici anni. Il suo gol contro il Napoli nel 1993 resta uno dei simboli di quella rinascita.

Serio, professionale, sempre corretto: Aron Winter non è stato solo un grande calciatore, ma un vero signore del campo. Ancora oggi segue con passione le vicende della Lazio. A Radio Radio Lo Sport ci ha parlato in particolare del nuovo acquisto ufficiale della Lazio: Kenneth Taylor.

L’intervista ad Aron Winter

“Sono molto contento che Taylor è venuto alla Lazio”, ha detto Winter. “Uno come lui è un calciatore che può fare la differenza. Lui è bravo, bravo come persona anche, lo conosco da un paio di anni, perché l’ho visto all’Ajax, dal settore giovanile a crescere. Lui è pronto, ha imparato molto. Col sinistro, ma anche con la gamba destra, è bravo. Lui è veramente un calciatore che può fare la differenza in centrocampo. E’ un bravo ragazzo, buon giocatore, molto furbo con la testa”.