Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, si è sottoposto a un intervento chirurgico al cuore presso il Policlinico Tor Vergata di Roma. Il tecnico toscano ha ricevuto un trattamento per una fibrillazione atriale, una condizione che non rappresenta una minaccia immediata per la sua salute.
La Lazio ha comunicato ufficialmente che l’intervento, che ha avuto luogo in mattinata, è stato eseguito dal professor Andrea Natale, uno dei massimi esperti internazionali in questo campo, con oltre trent’anni di esperienza. L’ablazione transcatetere, una procedura innovativa, è stata realizzata utilizzando la tecnologia Pfa, con esito positivo. Accanto al professor Natale, era presente anche il medico sociale della Lazio, Italo Leo, a testimonianza dell’attenzione medica riservata al tecnico.
Secondo quanto dichiarato dal club, l’allenatore biancoceleste, nonostante il breve periodo di riposo post-operatorio, tornerà a dirigere gli allenamenti a Formello già nei prossimi giorni, con il previsto ritorno in panchina per la sfida cruciale di domenica contro il Napoli all’Olimpico.
Il club ha anche espresso gratitudine al Policlinico Tor Vergata e all’equipe del professor Natale per l’alto livello di professionalità e per le cure tempestive e di qualità garantite durante tutta la procedura.
Intervista ad Andrea Natale, il professore che ha operato Maurizio Sarri
Intervistato da Francesco Vergovich, il professor Andrea Natale, il medico che ha operato Maurizio Sarri al Policlinico Tor Vergata di Roma, ha fatto il punto sull’intervento a cuore del tecnico biancoceleste, confermando che l’operazione è andata a buon fine e che il suo stato di salute non destava preoccupazioni. Sarri potrà presto tornare alla guida della Lazio, come confermato dai medici.
Nel corso dell’intervista, il professor Natale ha anche toccato un tema importante legato alla salute cardiovascolare, mettendo in guardia sul rischio legato al fumo. “Il fumo ha un impatto significativo sulla salute cardiovascolare, respiratoria e anche sul rischio di tumori. Tuttavia, per quanto riguarda le aritmie, è meno determinante“, ha dichiarato il professore. La fibrillazione atriale, infatti, è una condizione che può essere influenzata più dalla predisposizione genetica che da fattori esterni come il fumo.
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