MOSCA – Durante il Covid.
Mentre in Italia imperversano coprifuochi e divieti di tutti i colori, in Russia la situazione delle restrizioni Covid appare essere in alcuni momenti meno seria. E’ ciò che si vede online, quando i video pubblicati non potevano ancora essere scambiati per opera delle macchine (la cosiddetta “Intelligenza Artificiale”). Ma è anche ciò che racconta un testimone oculare: “In questo bar karaoke c’era la gente che ballava sui tavolini. Io feci delle foto, le pubblicai su Facebook con un commento: <<Mentre da noi c’è il coprifuoco, a Mosca ballano sui tavolini>>. E finì nel mirino di Butac”. Il testimone oculare era Giorgio Bianchi, fotoreporter che da anni racconta il conflitto russo-ucraino, prima che diventasse di interesse globale. Bianchi ci racconta in diretta cosa successe in quella occasione.
“Io ero lì, e un fact checker dalla sua cameretta pretendeva di smentirci”
“Durante la pandemia, proprio nei periodi più folli, io ero a Mosca”, racconta il reporter ai microfoni di Un Giorno Speciale. “Documentavo che lì non c’era nessun tipo di restrizione. Finimmo in questo bar karaoke e c’era la gente che ballava sui tavolini. Pubblicai su Facebook con un commento e finì nel merino di Butac. Quel tizio dalla sua cameretta con il suo pc, disse: no, perché in Russia le restrizioni sono ancora in vigore. Poi di fatto in un bar dove la gente era senza mascherine, senza niente. Cioè, un fact checker dalla sua cameretta con il suo pc pretendeva di smentire un testimone oculare che era sul posto. Questo è come va il mondo oggi: tu vedi le cose con i tuoi occhi – io ho documentato per dieci anni il conflitto in Ucraina, ho documentato per otto anni il conflitto in Siria – eppure ancora oggi c’è gente che pretende di saperne di più”.










