Donyell Malen alla Roma, Giacomo Raspadori all’Atalanta. Uno scenario che fino a pochi giorni fa sarebbe sembrato puro fantacalcio e che invece, nel giro di poche ore, ha preso forma concreta, scuotendo il panorama del calciomercato italiano.
Il nome di Raspadori era da tempo cerchiato in rosso sul taccuino della dirigenza giallorossa. L’attaccante ex Napoli rappresentava il profilo ideale individuato da mister Gasperini per rinforzare il reparto offensivo: italiano, duttile, abituato a palcoscenici importanti e capace di interpretare più ruoli sulla trequarti. I contatti con il suo entourage si sono susseguiti per settimane, ma la fumata bianca non è mai arrivata. Il giocatore, combattuto tra la voglia di una nuova sfida e il timore di una scelta affrettata, ha preso tempo, lasciando la Roma in una lunga e snervante attesa.
Poi, improvvisamente, il colpo di scena. Nelle ultime ore è filtrata la notizia del suo trasferimento all’Atalanta, alla corte di mister Palladino, che avrebbe individuato proprio in Raspadori il tassello ideale per completare il proprio progetto tecnico.
Parallelamente, la Roma ha virato con decisione su Donyell Malen. L’esterno offensivo olandese rappresenta un profilo diverso rispetto a Raspadori: più esplosivo, più verticale, con una spiccata propensione all’uno contro uno e alla profondità. Un innesto che sembra rispondere alla volontà di dare maggiore imprevedibilità e velocità all’attacco, offrendo al tecnico nuove soluzioni e alternative di alto livello.
Entrambi i giocatori sono sbarcati nella giornata di ieri nelle città che li ospiteranno per le rispettive nuove avventure. A Roma, Malen è stato accolto con grande curiosità e aspettative elevate; a Bergamo, Raspadori ha trovato un ambiente già pronto a valorizzarne le caratteristiche, all’interno di un sistema di gioco che storicamente esalta attaccanti dinamici e tecnicamente raffinati.
Chi abbia fatto l’affare migliore, chi esca rafforzato e chi, invece, rischi di rimpiangere scelte diverse, lo dirà soltanto il campo. Come spesso accade nel calciomercato, le sentenze preventive contano poco: saranno i gol, le prestazioni e il rendimento nel corso della stagione a stabilire se Roma e Atalanta avranno scommesso nel modo giusto. Una cosa è certa: questo doppio movimento ha già lasciato il segno, aggiungendo un nuovo, affascinante capitolo a un’estate di mercato ricca di sorprese.
“Malen tre categorie più forte di Raspadori? Allora la Roma è incompetente?”
Il dibattito acceso intorno al doppio movimento di mercato che ha coinvolto Donyell Malen e Giacomo Raspadori continua ad animare l’etere romano. Nelle ultime ore, a Radio Radio Lo Sport, il confronto tra Enrico Camelio e Alessandro Vocalelli ha offerto uno spaccato emblematico delle diverse letture dell’operazione.
Camelio non ha usato mezzi termini nel commentare il passaggio di Raspadori all’Atalanta. “Raspadori va a Bergamo a quattro milioni di euro per cinque anni: di fatto, va a prendersi una bella pensione. Malen e Raspadori non sono minimamente paragonabili: l’olandese è di un’altra categoria, segna il triplo rispetto all’ex Napoli“.
Un giudizio netto, che esalta l’arrivo di Malen alla Roma e ridimensiona fortemente il valore tecnico dell’attaccante italiano.
Parole che hanno però trovato l’immediata replica di Alessandro Vocalelli, decisamente più cauto e critico verso una lettura così sbilanciata.
“Esageri quando parli in questi termini“, ha ribattuto il giornalista. “Se dici che Malen è tre categorie più forte di Raspadori, finisci per far passare i dirigenti della Roma come incompetenti. Se Raspadori avesse detto sì, la Roma avrebbe preso un giocatore che vale tre volte meno di Malen, pur potendo arrivare all’olandese?“.
“Da Massara a Ranieri fino a Gasperini, li fai passare tutti come una massa di incapaci. Possibile che, pur di accontentare l’allenatore, si punti su un calciatore che vale tre volte di meno rispetto a un’alternativa già sul tavolo? Malen è sicuramente un buon giocatore, ma sostenere che valga tre volte un altro profilo che stavi per prendere non rende giustizia a chi stava conducendo la trattativa” – ha continuato.










