La reazione alla baruffa TV Calenda – Vannacci ▷ Il numero di interruzioni è da record

Con l’avvicinarsi di giugno le temperature della campagna elettorale si fanno roventi. Questo anche perché l’8 e il 9 giugno saranno chiamati a votare circa 360 milioni di elettori in Europa, in quelle che per il momento si prospettano essere le elezioni crocevia per il futuro del continente.
Temperatura rovente, sì, ma con rispetto?
Non sempre, va detto. I salotti TV sacrificano spesso la pacatezza alla baruffa: tutto parte dello spettacolo, ma se l’equilibrio non si mantiene, si rischia non solo di indispettire il pubblico, ma anche di favorire il proprio avversario.
E’ ciò che in molti teorizzano essere successo al Generale Roberto Vannacci, che dalla pubblicazione de “Il mondo al contrario” è croce e delizia delle compagini politiche. Delizia per il Carroccio leghista, vista la popolarità di cui Vannacci pare godere, croce delle opposizioni perché sostanzialmente è diventato un bersaglio su cui non pare facile sparare.

Come in questo scontro andato in scena con Calenda. A DiMartedì da Floris i due hanno battagliato non proprio ad armi pari, come vediamo in questo estratto.
Non si era ancora in regime di par condicio, ma correttezza imporrebbe comunque di lasciare il giusto tempo al proprio avversario. Alla fine della tenzone durata più di 20 minuti sono 109 le interruzioni a Vannacci dal duo Calenda-Floris, 6 i tentativi del Generale di sovrastare il leader di Azione.
Il computo dei minuti è pure impietoso: 6:58 concessi a Vannacci rispetto ai 16:02 del conduttore e del politico.
A ‘Un Giorno Speciale’ abbiamo fatto commentare il confronto a due che di trattamenti di ferro in televisione ne sanno: ascoltate il parere di Alberto Contri e Giovanni Frajese.

IL CONFRONTO INTEGRALE