I messaggi dati ai giovani della mia generazione erano semplici e convincenti perché basati sulla cultura del marketing. Avremmo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, avremmo un debito pubblico troppo elevato, avremmo perso la produttività, saremmo “spreconi”, non avremmo fatto le riforme, dobbiamo privatizzare perché il privato è più efficiente, dobbiamo ridurre la politica nell’economia, occorre gestire lo Stato come un’impresa, dobbiamo ridurre l’intervento dello Stato in economia.

Questo è l’elenco dei messaggi pubblicitari. Molti di voi saranno d’accordo ma queste sono un insieme di scemenze ma soprattutto è un insieme di frasi ingannevoli, di frasi pubblicitari che servono a togliere lo stato dall’economia e lasciare solo l’interesse dei privati, della classe finanziaria, dei dominatori. Loro hanno interesse a togliere i politici e a farci credere che il privato sarebbe più efficiente del pubblico.

Basta vedere cosa è successo a tutte le aziende pubbliche che abbiamo privatizzato, sono aumentati i prezzi dei servizi ma è calata la qualità. I mercati si regolano sempre da sé? Certo, infatti guardate quanti disoccupati e quanti poveri per le strade. Dobbiamo ridurre l’intervento dello Stato in economia? Certo così scorrazzano i privati e possono fare enormi margini di profitto in borsa.

Le banche indipendenti dalla politica vuol dire che non sono controllabili né dai governi ne dai parlamenti, cioè non sono controllabili dal popolo, aprite gli occhi. Questi sono slogan pubblicitari creati perché vi chiudiate dentro una gabbia e buttiate via anche la chiave. Io ho creato un gruppo Telegram in cui racconto invece esattamente l’opposto di quello che vi è stato detto.

Malvezzi Quotidiani, pillole di economia umanistica con Valerio Malvezzi