E adesso, puntuale come un orologio elvetico, spunta il marchio depositato e registrato da Silvia Salis. Si chiama Futuro Democratico, come rivelano diversi quotidiani nazionali. Tutto come da copione, dunque.
Un prodotto dell’ordine dominante
Silvia Salis, come già ho sottolineato, rappresenta il nuovo volto della politica spuntato dal nulla, almeno in apparenza. In realtà si tratta, a ben vedere, dell’ennesimo prodotto politico dell’ordine dominante e in funzione della riproduzione dei rapporti di forza dominanti.
Incessantemente, le classi dirigenti sono alla ricerca di nuovi personaggi politici affidabili che possano rappresentare al meglio le loro istanze e il loro programma liberal-progressista. Ma poi anche, non dimentichiamolo, sono in cerca di personaggi che rappresentino al meglio l’opposizione controllata, domesticata, la messa in scena di un dissenso funzionale esso stesso alla riproduzione dello status quo.
In questa luce debbono leggersi, a giudizio di chi vi sta parlando, tanto il Futuro Democratico di Silvia Salis quanto il Futuro Nazionale del generale Vannacci. Perfino i nomi sono straordinariamente simili. Il primo, quello di Silvia Salis, rappresenta il coté del consenso alla civiltà dei consumi e al sinedrio liberal-progressista. Il secondo simboleggia invece il coté della contestazione addomesticata, pilotata ed essa stessa funzionale alla dominazione dell’ordine egemonico. Già che il Vannacci, non dimentichiamolo, non mette in discussione il liberismo, l’atlantismo e il logoro schema di destra e sinistra.
L’opposizione fittizia e l’identità di vedute
Sia la Salis sia il Vannacci, i nuovi volti politici del presente, accettano senza batter ciglio il neoliberismo e l’atlantismo, cosicché, dietro l’opposizione fittizia, si nasconde l’identità di vedute che garantisce l’indisturbata dominazione dei gruppi egemonici e delle classi dirigenti, voglio dire il mantenimento dello status quo della civiltà liberale atlantista.
Il potere dominante crea le sue immagini politiche, i suoi avatar prodotti in vitro, grazie a martellanti campagne mediatiche e a pressanti operazioni pubblicitarie, con le quali propone alle masse teledipendenti e tecnonarcotizzate figure che non hanno storia politica e che sembrano spuntate dal nulla. Chi non ha identità può assumere tutte quelle che le verranno imposte.
In realtà si tratta di figure selezionate con cura dall’ordine dominante per rappresentare al meglio le proprie istanze e per illudere le masse popolari circa l’esistenza di un’alternativa in realtà inesistente, da che a esistere, nel quadro politico dominante, è soltanto l’alternanza tra partiti tutti interni al partito unico, fintamente articolato, del capitalismo sans frontières.
Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro










