Da Trieste, dove è in corso la manifestazione dei portuali contro il Green Pass obbligatorio sul luogo di lavoro, Francesco Amodeo parla alla piazza e lancia un appello.

“Il Green Pass obbligatorio per andare a lavoro soltanto in Italia vuol dire che c’è un problema di concorrenza sleale. Questo è un tema che da sempre l’Europa sbandiera ai quattro venti. Come fa ora un’azienda italiana a competere con una tedesca se avrà meno forza lavoro a disposizione? Come può un lavoratore italiano non sentirsi discriminato rispetto ad un lavoratore tedesco? E sta volta la discriminazione non è sul salario, sugli orari di lavoro: stiamo parlando di discriminazioni sull’accesso al lavoro. Vi rendete conto? L’Europa non può girare la testa dall’altra parte. O lo può fare fino a quando qualcuno non gli bussa dietro la schiena e gli dice ‘Ci sei o non ci sei?’. Perché se non ci sei, allora fa***o i vincoli europei, i parametri europei.

Allora dobbiamo pensare come Stato, non dobbiamo avere una moneta comune se poi i lavoratori tedeschi entrano in fabbrica senza problemi e quelli italiani no, abbiamo l’azienda tedesca che può trovare tutti i lavoratori che vuole mentre quella italiana si trova migliaia di assenze perché la gente si sta battendo per la libertà. Dobbiamo capire quali sono i temi nevralgici. La battaglia popolo contro potere ha un valore simbolico ma non può essere efficace. Cominciamo a mettere il potere contro il potere, ad usare le loro strategie. ‘Divide et impera’, facciamolo anche noi. Dov’è questo Green Pass in Europa per andare a lavoro? Facciamogli paura. La piazza di Trieste è nevralgica: cominciamo a federare le piazze e poi tutti se sarà opportuno saliremo qui. E quando i disagi – perché noi non effettuiamo blocchi, anzi, siamo sempre nella legalità – cominceranno a creare problemi a quelle merci che devono arrivare nel cuore dell’Europa, signori la telefonata al Governo italiano arriverà. E noi porteremo avanti una nostra battaglia”.

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