Dopo la caduta del prodotto interno lordo per la pandemia Covid-19, l’economia italiana sembra apparentemente in ripresa. I dati Eurostat e del FMI approfondiscono però la situazione, spiegando una realtà diversa: la variazione trimestrale del prodotto interno lordo italiano indica un rimbalzo assimilabile a quello degli altri paesi UE ma l’Italia rimane per crescita fanalino di coda dell‘Unione europea. Tale tendenza critica del sistema si delinea anche sul lungo periodo attraverso i dati delle serie storiche. Analizzando il periodo 1995-2020 l’Italia è l’economia che è cresciuta di meno nell’Eurozona con una variazione del PIL reale negli ultimi 25 anni di meno del 5%.

Le soluzioni per la mancata crescita italiana mettono sotto la lente d’ingrandimento UE il debito pubblico e la mancata applicazione delle ricette dell’austerity. È veramente così?
I dati del Fondo Monetario Internazionale evidenziano anche in questo caso uno scenario diverso. I grafici mostrano come l’avanzo primario italiano, cioè la differenza tra entrate ed uscite pubbliche, è in attivo da decenni. I dati evidenziano al contrario una mancata corrispondenza tra crescita economica e percentuale dell’avanzo primario dell’Eurozona. Paradossalmente i Paesi con saldo tra entrate e uscite pubbliche negative sono le economie che hanno avuto una maggiore crescita. Valerio Malvezzi rivela tutte le contraddizioni degli ultimi 25 anni di politica economica europea a “Un Giorno Speciale”.

“Vorrei rappresentarvi il mito della crescita italiana. Posso dire che la cura dell’Euro poco bene ci ha fatto. Queste settimane viene rimbalzata una notizia su tutti i giornali: L’Italia corre più di tutti gli altri paesi in Europa.

Primo grafico: questa è la variazione trimestrale del Pil nominale. Vediamo di fatto un effettivo rimbalzo verso l’alto, ma l’Italia rimane fanalino di coda. Abbiamo avuto un rimbalzo come tutti gli altri, solo che i giornali italiani hanno l’esigenza politica di sostenere il governo Draghi. Vi raccontano che stiamo recuperando il Pil più degli altri paesi: non è vero!

Secondo grafico: questa è la variazione Pil reale dei principali paesi europei dal 1995 al 2020. Vediamo cosa è successo negli ultimi 25 anni. È difficile contestare la storia: in 25 anni, dati Fonte Eurostat, i principali paesi europei hanno espanso il Pil reale di decine di punti, 30%-40%-60%. L’Italia quanto ha fatto? 4,9%. Quando vi dicono che noi cresciamo del 1%-2% annuo sono tutte caz***e. Noi abbiamo fatto del Pil reale meno del 5% in 25 anni.

Terzo grafico: questi sono dati FMI sull’avanzo primario principali paesi UE. L’avanzo primario è una delle condizioni del Recovery Fund. L’avanzo primario significa che dobbiamo fare più entrate, le tasse, che spesa pubblica, le uscite. Quell’avanzo viene in realtà mangiato perché dobbiamo pagare gli interessi speculativi non dovuti ad un sistema di banche private. Nella loro logica siamo molto più virtuosi della Francia, della Spagna e dell’Inghilterra. Noi in 20 anni di euro abbiamo fatto avanzo primario. È esattamente l’opposto di ciò che vi raccontano.

Quarto grafico: questo è l’avanzo primario medio dei principali paesi europei 1995 al 2019. Il Regno Unito, paese con la più alta variazione del Pil, ha fatto un avanzo primario medio del -1,73, la Spagna e la Francia rispettivamente -0,82 e -1,18. La Germania e l’Olanda +0,40 e +0, 40. C’è un paese sul podio che ha fatto più avanzo primario di tutti con il 2,57% di media che si chiama: Italia.

Siamo cresciuti meno di tutti gli altri perché siamo stati i più virtuosi di tutti. Ci hanno distrutto il paese facendoci essere i più virtuosi cioè tagliando spesa pubblica e aumentando le tasse. Quello che dice Draghi è di rientrare nel 2022 nei parametri, cioè rispettare gli accordi del patto di stabilità, cioè tagliare ancora la spesa la spesa pubblica, aumentare ancore le tasse e mettere le patrimoniali. Che senso ha tutto questo? La mia opinione è andare a prendere i fori imperiali, i beni del nostro Paese, venire a fare lo shopping finanziario, comprare a prezzi di saldo quello che resta della nostra disgraziata repubblica parlamentare. Il crimine di cui si rendono responsabili i parlamentari italiani che sostengono il governo Draghi è quello di mentire sapendo di mentire”.

“I cittadini italiani dovrebbero porsi una domanda. Quando leggete che fanno un accordo mondiale per fare pagare alle multinazionali il 15% e viene sbandierato come un grande successo dei governi. Ma voi che siete un artigiano, un commerciante o un professionista, voi, perché non alzate la mano e chiedete di poter pagare il 15%? Perché se non lo fate, un giorno, quelli che prendono il 15%, dopo aver messo la patrimoniale, si prenderanno le vostre case”.