Giornata di grandi polemiche in Parlamento per la votazione sulla riforma del Mes. Sotto l’occhio del ciclone è finito in particolare il Movimento 5 Stelle che, nonostante le ferree battaglie contro il Meccanismo europeo, oggi cambia drasticamente posizione.

A questa scelta si sono però opposti i due deputati Alvise Maniero e Pino Cabras, ecco il loro intervento nel corso della: Seduta 440 – Comunicazioni #Conte sul Consiglio europeo. Voto finale sul decreto Immigrazione e sicurezza.

Ecco l’intervento del deputato Pino Cabras:

“Non si può votare “sì”, usando la vaga promessa che poi si voterà “no”. Parafrasando un detto evangelico, sia invece il vostro parlare “sì, sì”, “no, no”, il di più viene da Berlino. Gli elettori hanno riempito grandi porzioni di queste Aule con noi, centinaia di parlamentari del MoVimento 5 Stelle, non solo per le nostre facce, ma perché avevamo promesso di dire “no” all’austerity e al MES; disattendere il compito di rappresentare questa spinta popolare è un errore di portata storica, che rende il vincolo esterno una prigione blindata. La crisi COVID, in mezzo alla tragedia, offre la chance di chiudere un’epoca. L’economista #Fitoussi critica l’#Europa come quel luogo dove cambiano i Governi, ma non puoi cambiare la loro politica; eppure, siamo stati incaricati di cambiare Governo e politica, non di firmare riforme peggiorative, né subire ricatti di chi minaccia la sfiducia, e non siamo certo noi quelli che minacciano. La Repubblica italiana può avere forza se già oggi… dice “no” alla revisione in peggio del MES. Oggi il Trattato MES compie 3.302 giorni: è ora di smantellarlo, non di peggiorarlo”.

Ecco l’intervento del deputato Alvise Maniero:

“Grazie, Presidente. Presidente Conte, io le devo esprimere supporto, dicendo che non voterò, che voterò contro questa risoluzione, che è sbagliata, perché questa risoluzione sovverte un indirizzo forte, saggio, prudente, che per un anno e mezzo questo #Parlamento le ha garantito e le ha mantenuto, supportandola in trattative complesse, che lei ha portato avanti in modo alto, rappresentando bene il nostro Paese. E questa risoluzione, per un tragico errore, o per altro, elimina quelle parole e le consegna non la piena fiducia, ma la sconsolante inadeguatezza di un foglio bianco, che ha scritto sopra solo: firmi, e firmi una riforma che danneggia l’Italia, e che appesantirà quella spada di Damocle che i Paesi frugali continuano a far pendere sulla testa del nostro Paese così indebitato. Lei ha combattuto e combatte con dei risultati contro quell’idea di frugalità priva di solidarietà: questa riforma ci indebolirebbe ancora, e farebbe passi indietro su quella via. E infine, guardi, parlando di fiducia, in questi giorni ho assistito sui giornali a partiti di questa maggioranza che l’hanno minacciata apertamente, il suo #Governo,… pur di avere questa riforma. Le minacce non accompagnano mai buone decisioni. Io non indebolirò lei e non voterò mai contro il mio Paese. Voto contro questa risoluzione”.