L’Italia si trova divisa da nord a sud: in zone dai più colori sì, ma anche dall’opinione pubblica, che oscilla tra chi si ribella alle nuove misure restrittive imposte dal Governo e chi chiede che si faccia qualcosa in più per arginare l’aumento dei contagi.

La Lombardia, regione zona rossa sin da subito, si trova in una situazione di particolare emergenza. Alcune città più di altre subiscono l’aumento dei contagi che sta portando al collasso le strutture sanitarie dedicate. Lancia l’appello il Sindaco Varese Davide Galimberti, che ai nostri microfoni ha evidenziato le criticità che il comune sta attraversando.

Ecco il suo intervento a “Lavori in corso”.

Covid, il Sindaco di Varese ► “Ospedali in sofferenza, serve intervento anche per le patologie ordinarie”

“Sul fronte delle misure per quanto riguarda Varese e la Lombardia mi sembrano ormai in vigore da alcuni giorni. Le misure sono ben seguite dalla popolazione a differenza delle altre realtà.

Per la Campania è bene valutare tutte le misure restrittive per ridurre i trasferimenti. Questo dipende da chi vive quella situazione specifica.

In Lombardia i dati raccontano di una situazione che è cambiata rispetto a qualche settimana fa nonstante sia pesante, i numeri di ieri erano dati preoccupanti, è indubbio che attorno all’area di Milano, Varese, Como e Monza ci sia una particolare intensificazione del servizio sanitario e una serie di difficoltà a reggere questo carico. Soprattutto per la cura delle patologie ordinarie che non centrano nulla con le patologie del Covid.

Il mix di queste due situazioni crea una sofferenza particolare negli ospedali, l’allarme è dato da questa sofferenza. Il messaggio del virus passato in estate è stato sbagliato. Questi messaggi hanno colpito l’opinione pubblica. Nella mia città abbiamo avuto varie resistenze. Questo è stato un aspetto negativo.

In diverse realtà della Lombardia si è diffusa questa prassi dei Covid Hotel che alleggerisce moltissimo gli ospedali e questa è una necessità anche nei nostri territori.

C’è collaborazioni tra province. Io addirittura avevo proposto di valutare l’ipotesi di istituire una figura in ambito sanitario che potesse in qualche modo gestire la complessità di un sistema sanitario che si sovrapponeva tre o quattro province ampie proprio per avere una gestione unitaria”.


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