Tavecchio dixit. L’ex Presidente della FIGC torna a parlare: lo fa senza troppi fronzoli, come suo solito. Un uomo concreto, finito inevitabilmente nel ciclone delle critiche dopo la mancata qualificazione della Nazionale di Ventura ai Mondiali russi del 2018.

L’uomo, però, anche delle iniziative importanti. Basti pensare alla crescita esponenziale della LND durante gli anni della sua presidenza. Da sottolineare pure l’introduzione del VAR e della Goal Line Technology nel panorama calcistico dello stivale.

Oggi è un attento osservatore delle vicende, non certo idilliache, dell’universo sportivo italiano nell’era del Covid-19.

‘Radio Radio Lo Sport’ ha ospitato in diretta Carlo Tavecchio. Queste le sue impressioni

Il sistema calcio rischia seriamente il default

Ci sono dei motivi per i quali il calcio non potrà essere bloccato, a mio avviso. Intanto bisogna dire che bloccare il calcetto è una decisione ridicola. Quando un sistema fa un comunicato dicendo che blocca il calcetto, significa non conoscere il gioco del calcio e la situazione del paese. In questo paese ci sono 84mila società dilettantistiche, delle quali 15mila sono per il calcio. Il tempo libero degli italiani è l’ultima chance che abbiamo per mantenere un po’ di vivacità anche intellettuale. Il calcio è importante nel tempo libero. Non solo, voi avete visto cosa sta succedendo nelle società di Serie A. Bilanci disastrati con 200 milioni di perdita d’esercizio. 195 Caio, 200 Sempronio. Mancanza di abbonamenti, mancanza di biglietti da stadio e conseguentemente sponsorizzazioni annullate.

Se i diritti televisivi andassero in bilico, significherebbe il default. Pochi hanno il coraggio di dirlo, ma io lo dico ufficialmente perché conosco le situazioni. Situazioni derivate sia per l’iscrizione ai campionati, sia per altre questioni. La campagna acquisti e la campagna trasferimenti avete visto cosa sono state. Un sistema asfittico che non ha capitalizzazione. Se gli diamo una mazzata di queste, sarà molto difficile mantenere. Allora quale è il problema? Il Governo valuti se la quinta o sesta azienda del paese possa essere messa in condizioni drammatiche o pericolose. Non intervenire a favore del sistema sarebbe addirittura una situazione colposa, da parte di chi decide. Se si interviene bisogna fare in modo che non ci siano situazioni gravi. Gente che prende milioni, ad esempio, non può ottenere anche il sostegno dello Stato.

Il calcio quindi dovrà inquadrare la sua situazione in un aspetto diverso. Gente che prende 10 milioni l’anno non ci sarà più. A meno che in tre mesi non si riesca a tornare come prima”.

Sul tema della riduzione delle squadre per ogni campionato

Io dissi tempo fa che la madre di tutte le battaglie era la riduzione dei campionati. Dovevano essere tutti a 18. Dalla A alla Serie C con due gironi, in quest’ultimo caso, gironi in Lega Pro. Questa era la situazione ottimale. Tutti hanno fatto di peggio per non realizzarla. Occorre completare la regular season per essere a posto. I play off mettono in evidenza situazioni che sono, alcune volte, non in sintonia con la realtà sul campo”.

Lo stop al calcio dilettantistico sarebbe una tragedia

E’ una tragedia, se prendono in considerazione seriamente l’ipotesi di interrompere il dilettantismo. Perché i dilettanti hanno ancora la filosofia del rispetto delle leggi, differentemente dal sistema paese. Le società dilettantistiche sono ligie al dovere. Se le vogliono far sparire, facciano pure”.

Il Presidente che introdusse il VAR


Il VAR e il gol-non gol passò, all’epoca, con l’appoggio di Blatter. Ebbi poi con lui uno scontro in Assemblea quando dissi che bisognava votare Infantino e non Salman Al Khalifa, come voleva il nostro Governo e come volevano il CONI e gli altri. Queste cosa vanno dette alle persone competenti. Il popolo ne sa poco di queste cose e giudica soltanto”.

Sulla vicenda Juventus-Napoli

Il protocollo assegna l’ultima decisione all’autorità territoriale locale, che ha competenza nella valutazione dell’evento e della situazione. Ciò significa che l’Asl locale, in ultima istanza, può decidere. Se questo è confermato, come approvato dal protocollo e dal CTS, non vedo il problema. Se l’autorità locale ha individuato un pericolo nella società territoriale, in questo caso il Napoli, come si fa a giocare in questa situazione?

I numeri dello sport dilettantistico

I numeri dei tesserati attuali è di 1 milione e 100mila, dei quali 400mila circa over 21 e circa 700mila under 21. Quindi si va dalla scuola calcio fino alle categorie del settore giovanile. Se a questi ragazzi si toglie lo spazio del sabato e della domenica mattina, significa ridurre il tempo libero di gran parte della gioventù italiana. Ma non solo: ci sono i giovani che fanno basket, pallavolo, rugby, nuoto e attività di gruppo. Questo è un provvedimento drammatico. Si toglie qualcosa che non si può togliere. Il calcio dilettantistico ha normalissime situazioni infettive, come succede in tutto il paese”.

La quinta azienda del paese merita rispetto

Non vorrei essere nei panni del Presidente FIGC. In questo momento la Federazione deve rimarcare l’autorità che interviene per la salvaguardia del calcio. Di fronte alla quinta azienda del paese non possiamo considerare questo come qualcosa di normale. Il calcio occupa il tempo libero degli italiani in maniera determinate, più della televisione e di tutto il resto. Nessuno si accorge che ci sono 17mila campi di calcio pieni”.

La Serie A arriverà fino alla fine?

Il ‘Refugium peccatorum’ saranno i playoff e i playout. Non si può non finire il campionato. Senza l’introito dei diritti televisivi sarebbe il default”.

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