Signora Romano, è così che dovremmo chiamarla

Cerchiamo un po’ di rifugio, un po’ di quiete, rispetto al Covid-19, ma quello che troviamo non è niente di buono. Per quello che riguarderà la ripresa delle attività che avverrà in maniera così disordinata, così poco controllata, da lasciarmi parecchi dubbi sul fatto che l’ambiente ci possa guadagnare come dovrebbe e come potrebbe. Ma anche da altri punti di vista.

Prendiamo l’esemplare vicenda della Signora Romano, così dovremmo chiamarla, che invece viene pesantemente insultata sui social, in numerosi centinaia se non migliaia di casi, e anche da un onorevole leghista che non perde tempo nel coniare il termine ‘neoterrorista’. Ma questo sarebbe meno. E’ soltanto la punta dell’iceberg di chi pensa che questa ragazza avrebbe fatto meglio a starsene a casa. Perché dover andare ad aiutare dei poveri nelle altre parti del mondo, quando stiamo così tanto male noi qui? Gente che non ha mai conosciuto la vera povertà, che non ha mai girato per il mondo, non si è mai resa conto di quella che è la indigenza estrema dei nostri fratelli.

Io sarei molto orgoglioso di avere un figlio come Silvia Romano perché effettivamente è un’idea straordinaria quella di pensare a chi ha tante energie, un mondo e una vita davanti, e pensa invece di dedicarsi agli altri. In tutte le maniere e le forme possibili, comprese quelle di andarsene in un altro paese certo non a fare il turista ma ad aiutare persone che hanno più bisogno di te. Questo per altro è un concetto e un cardine delle dottrine cattoliche. Qui da noi si vedono tanti cattolici a parole che poi nei fatti non lo sono. Per non parlare di quanto è stato detto sul riscatto. L’Italia da sempre paga riscatti e da sempre ha dei fondi dedicati, come ce l’hanno tutti gli altri stati.

Ma quello che mi fa più ridere che noi siamo indignati perché i soldi del riscatto potrebbero andare anche alle armi dei terroristi che dicono, attraverso i loro vari portavoce, di distribuirne anche ai ragazzini, agli indigenti e ai malati, quando direttamente fabbriche come la OTO Melara od altri forniscono per via immediata le armi all’Arabia Saudita e a tanti altri paesi che poi ci mettono ben poco a smistarle altrove. L’importante è che gli occhi non vedano, perché quello che succede sotto lo sappiamo benissimo.

Dunque noi paghiamo un riscatto, lo fanno anche gli altri paesi per la verità. Forse anche in virtù di questo non siamo stati vittima nemmeno di un attacco terroristico di piccolissima portata. Questo forse faremmo bene a ricordarcelo. Ma no. Adesso invece la grande protesta degli indignati. L’unica cosa che ha stonato in questa vicenda è l’assembramento che c’è stato senza protezione, senza distanza di sicurezza. Ma tutto il resto dimostra soltanto la nostra straordinaria pochezza.

GeoMario, cose di questo mondo – Con Mario Tozzi


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