La Lazio a tre punti dalla cima di Lavaredo. Davanti solo Juve e Inter. In novanta minuti passa a Cagliari dall’incubo per il gol di Simeone al sogno per la rete di Lupo Alberto a quella di Caicedo. Tutta una vita laziale nel recupero.

Il risultato ci sta. Grande, concreto Cagliari nel primo tempo. Lazio barocca poi, ma sempre all’attacco e Cagliari via via sempre più stanco. Alla fine i biancocelesti piovevano da tutte le parti. Pochi tiri in porta, ma assiduità, carattere, voglia di farcela.

I gol del successo sono giunti mentre stava per suonare la campanella. Ma tutti a Cagliari e davanti alla tivvù hanno capito che stava per succedere qualcosa di definitivo. Le nubi si addensavano sopra Cagliari.

E adesso, Lazio? Adesso si vede. Adesso la squadra ci crede. Adesso dal paradiso laziale il panorama è bello e fa: guardami. Altro non diciamo. Il tifoso in silenzio lo pensi.

Roberto Renga

1 COMMENTO

  1. dopo la vergogna di rennes,nn un tiro in porta in 90 minuti, la vendetta degli dei pedatori nn si è realizzata a cagliari. la vittoria della lazio sa di miracoloso, ma nn sempre i miracoli si ripetono. scudetto? nelle illusioni dei tifosi: perché? calo usuale post festività, panchina corta x qualità e numeri, il calo già annunciato dei savic e degli immobile. sono laziale da sempre, da circa 80 anni, ma io, me, l’anello dal …..nasello me lo sono tolto da un pezzo.