Lazio, ora tocca a Lotito

Omrani, attaccante del Cluj, esulta dopo aver realizzato il 2-1 decisivo sulla Lazio

La Lazio ha incassato il secondo 2-1 in quattro giorni, perdendo in Europa League con lo stesso risultato con cui era caduta a Ferrara. E perdendo anche molte delle proprie certezze, perché questo – addirittura più delle conseguenze in classifica e nel girone europeo – è il vero, grande, problema.

La Lazio è passata dalla sua stabilità emotiva e tecnica del dopo derby alle difficoltà e alle paure che sembrano essersi impossessate della squadra. Con questo stato d’animo, e se ci pensate era impossibile solo pensarci sabato scorso, la Lazio andrà ad affrontare il Parma.

Intanto resta negli occhi un gruppo spaesato, che si perde alla prima difficoltà, con alcuni errori individuali ingiustificabili e con alcune domande che a Ferrara come in Romania restano insolute. Se non c’era spiegazione per la doppia esclusione di Milinkovic e Correa contro la Spal, viene da chiedersi perché stavolta lasciare a casa Luis Alberto e soprattutto Immobile, che poteva essere la carta da giocarci a venti minuti dalla fine per cercare di recuperare la partita.

Una serie di interrogativi, incertezze, errori, che non può non portare a Lotito. Autorizzato a farsi dare spiegazioni convincenti. Le spiegazioni che si aspettano in tanti.

Alessandro Vocalelli


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1 COMMENTO

  1. Neanche stasera è stato un trionfo, ahinoi poveri laziali … Un Correa distratto e per niente concreto, Caicedo sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare, ottimo Jony mentre Lazzari vuole strafare e si smarrisce. Dopo le solite ennemila occasioni sbagliate in apertura dagli attaccanti, particolarmente attivo oggi capitan Milinkovic, si deve muovere in attacco Bastos per buttarla finalmente dentro. Ma alla prima occasione, come al solito ci facciamo male da soli causando un rigore quasi comico con Leiva. Nel secondo tempo, qualche tentativo della Lazio mal congegnato e quando ormai il pareggio sembra il risultato più probabile i romeni guadagnano progressivamente campo approfittando del nostro solito calo nel finale, con l’episodio determinante della traversa colpita e successivo suicidio in cooperazione compiuto da Strakosha ed Acerbi. Sono sempre dell’idea che con un altro allenatore, Gattuso?, la Lazio guadagnerebbe in cazzimma e concretezza, con gran miglioramento dei risultati, perché la qualità c’è ma senza testa e convinzione nei propri mezzi non si cava un ragno dal buco, ed Inzaghi somiglia ormai sempre più ad un vecchio commenda in panciolle stanco e rassegnato al tran tran da sesto-decimo posto al quale lo ha costretto un Lotito dal braccino sempre ugualmente e perennemente corto.