Viste cose orribili che vengono adesso spacciate come calcio spettacolo. Errori difensivi colossali, gol in numero forte, a parte qualche chicca (Higuain) il resto è parrocchiale prova dei due pacchetti difensivi, con la ciliegia finale di Koulibaly che ha condannato la propria squadra con un gol alla Comunardo Niccolai dei tempi eroici.

Dunque il risultato finale premia la Juventus che ha giocato una prima frazione grandiosa per corsa, qualità e occasioni, poi si è lentamente affievolita, con la prestazione mediocre di De Ligt che si è impappinato troppe volte. Lo staff tecnico della Juventus dovrà lavorare duramente sull’olandesino che non si assume una sola responsabilità e ha compromesso il risultato con due errori grossolani, come il suo rivale Koulibaly fatto fesso da Higuain e poi autore dell’autogol suicida all’ultimo secondo.

Non si può dire che la Juventus abbia avuto fortuna, avendo colpito anche due volte i pali della porta di Meret, il Napoli, semmai deve ricontrollare la coppia arretrata, Manolas è energico ma Koulibaly abbisogna di un badante e non di un altro killer. Ancelotti in due partite ha incassato sette gol, se vuole l’Europa, oltre allo scudetto (così come Sarri) affronti il problema anche se la crisi di scuola riguarda tutta la serie A e qualcuno osa anche parlare di calcio spettacolo. Poveri ignoranti.

Tony Damascelli


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1 COMMENT

  1. Trovo che questo je t’accuse di tutto il sistema calcistico italico (perlomento tra le “grandi”) riguardo le difese
    sia un po’ troppo facilmente distribuito, mentre credo si possa focalizzare su di alcuni “cuochi”.

    Chi allena la Juve? Sarri. Come era il Napoli di Sarri in difesa? Spesso vulnerabile, spesso con le piccole, inaspettatamente, mentre volavano alti nel cielo i fuochi artificiali per il suo be gioco.

    Chi allena il Napoli? Ancellotti. Non un fulmine di guerra neanche lui con le difese e comunque al comando del Napoli figlio del cuoco della Juve.

    Chi allena la Roma? Un matto forestiero che non sa dove si trova, uno che prendera’ tanti ma tanti goal. Del resto il cuoco precedente (Di Francesco) aveva preparato una Roma che si disntiguera’ per il numero enorme di goal presi, specie in casa!

    Un Marcello Lippi, un Fabio Capello, questi Dei, scuoterebbero le loro faccione. Loro che opponevano una testuggine di carattere e calma, una formazione di centurioni che lentamente smorzava le vampate ipertanlentuose straniere, le acrobazie ora mitteleuropee ora brasiliane spagnoleggianti e anche un po’ brittaniche, olandesine.

    Ma invece, guardiamo alla nascente Inter e a quella precedente (Conte e Spalletti). Guardiamo alla Juve che fu (Allegri), guardiamo alla Lazio (Inzaghi) e perche’ no, anche la bistrattato Milan attuale (Giampaolo), l’Atalanta del genio Gasperini.

    Questi han preso, prendono e credo prenderanno molti pochi goal. Loro ancora ricordano che in Italia (in Europa forse no), ma in Italia, si vince prendendo pochi goal. E’ una questione di mentalita’. Non si contano gli schiaffi dati ma soprattutto, soprattutto quelli presi dallo spesso compianto e caro Zeman.

    Non colpevolizzerei tanto i giocatori e soprattutto i difensori stranieri come fa lei, sempre adirato Sig. Damascelli.

    Il problema e’ con alcuni maestri del calcio allegro. Bevitori di champagne, appagatori delle folli, a pensare che una mitragliata (di goal) sia meglio di un forte scudo. Tanto se si dovesse perdere, molti, ipocritamente diranno e scriveranno: si, beh, abbiam perso 3 punti, pero’ cavolo, che bel gioco!

    Sorrida ogni tanto Sign. Damascelli.