Contestazione in corso di più di un migliaio di tifosi della Roma sotto la nuova sede amministrativa dell’Eur. La società intanto va avanti per la sua strada, tanto che la Roma sarebbe pronta ad acquistare i terreni per la costruzione dello stadio entro la prossima settimana. I tifosi inneggiano al nome di De Rossi e intonano cori contro Baldissoni, Pallotta, Baldini e lo stadio. La speranza dei tifosi giallorossi adesso è che non si costruisca il nuovo impianto, cosa che potrebbe far decidere di vendere la proprietà americana. Esposto lo striscione “l’AS Roma appartiene a noi”. Intanto con il passare del tempo aumenta il numero di tifosi che si unisce alla protesta. Dopo più di un’ora è raddoppiato il numero di manifestanti. Ecco cosa pensano i nostri di questa rivolta del popolo romanista.

Furio Focolari: “E’ una logica conseguenza di un momento di arrabbiatura generale dei tifosi. La Roma è sesta e molto probabilmente sarà fuori dalla Champions e rischia di andare fuori dall’Europa. Poi arriva come una mazzata a ciel sereno che uno degli ultimi modelli della romanità viene trattato in questo modo. Io non riesco a capire come la società non abbia immaginato che sarebbe successo tutto questo. una persona minimamente intelligente l’avrebbe immaginato…“.

Stefano Agresti: “La contestazione è inevitabile, viene dal cuore della gente, perché la gente s’è sentita colpita. E stato un affronto al romanista vero questo. Oltre ad esse un atto d’amore per de rossi, la gente ha avvertito lo sfregio da parte del proprietario della roma che non rispetta i loro sentimenti. nessuno gli ha chiesto di spendere milioni di euro. lo striscione contro lo stadio è normale. Pallotta è convinto che la gente possa fare le battaglie sue per farlo arricchire perché lui racconta da 8 anni che la Roma con lo stadio vincerà. Ma la gente non è scema, lui pensa che sia scema…“.

Alessandro Vocalelli: “Baldissoni e Fienga se anche non condividono nulla, l’idea di dire <ma siete impazziti, qui succede il finimondo> avranno il dovere di dirlo, secondo me se uno ha un ruolo apicale se non decide almeno facesse ragionare quelli che stanno a Londra e a Boston. E’ talmente clamoroso l’autogol che Roma-Parma, che doveva essere la giornata del saluto a De Rossi, si trasformerà in una giornata di distacco definitivo tra tifosi e società“.

Ilario Di Giovambattista: “A me leggere questo striscione enorme fatto dai tifosi con scritto <non al nuovo stadio> colpisce tantissimo“.

Stefano Carina: “Solamente una settimana fa Pallotta aveva invitato la stessa gente che oggi è all’Eur ad andare al Campidoglio per un via libera al nuovo impianto. Oggi l’unico striscione che viene mostrato durante la contestazione è quello del no allo stadio. E’ un autogol clamoroso. Il solco che si sta creando tra tifosi e società è enorme, la fine della carriera di un giocatore del genere andava gestita in un modo completamente diverso“.