Scuola, sì del governo a 30 mila assunzioni

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ROMA Le cifre già si conoscevano da settimane, ma solo ieri è arrivato il via libera ufficiale. Il Consiglio dei Ministri, dopo il benestare del Mef, ha dato mandato al ministero dell’Istruzione di assumere i docenti, il personale di sostegno e quello Ata, cioè personale ausiliare, tecnico e amministrativo a tempo indeterminato per il nuovo anno scolastico 2014/2015. Un passaggio obbligato e necessario, quello di ieri a palazzo Chigi che, di fatto, ufficializza procedure già in atto. E mentre il governo continua a lavorare sul Piano scuola, con l’obiettivo di licenziarlo entro il mese di gennaio 2015, dando seguito all’assunzione di circa 148mila docenti precari delle graduatorie a esaurimento, la scuola inizia a rinforzarsi. Ben 15.307 sono i docenti che possono entrare di ruolo, cui si aggiungono altri 13.342 insegnanti di sostegno da destinare ad alunni con disabilità e 132 docenti per la statalizzazione di due istituti superiori: il liceo Linguistico Lincoln di Enna e l’istituto tecnico Aldini Valeriani –Siriani di Bologna.
IL NUOVO ORGANICO
E se ieri a piazza Montecitorio, circa 2mila precari – secondo le stime dell’Anief – hanno manifestato per chiedere risposte immediate sul futuro di circa 100mila docenti che, pur essendo abilitati a vario titolo per l’insegnamento, sono oggi inseriti nella seconda fascia d’istituto ma esclusi dalle graduatorie a esaurimento e, di fatto, tagliati fuori dal piano di stabilizzazione del governo, il totale dei nuovi docenti di ruolo sfiora le 30mila unità. Il nuovo pacchetto di assunzioni, previsto per il corrente anno scolastico e confermato da viale Trastevere ai sindacati all’inizio di agosto, si compone di 28.781 insegnanti. Con loro, entrano in ruolo anche i 620 dirigenti scolastici, che erano stati annunciati nelle precedenti settimane. Le scuole di riferimento sono quelle dell’infanzia, le elementari, le medie e le superiori.
LE REGIONI
Tuttavia le nuove assunzioni non riguarderanno l’intero territorio nazionale né tutti i gradi della scuola dell’obbligo. Le regioni che non assorbiranno nuovi insegnanti sono il Trentino alto Adige e la Valle d’Aosta. Per le altre, le assunzioni maggiori riguardano la Lombardia (3.320 nuovi docenti, esclusi quelli di sostegno), il Piemonte (1.396), la Toscana (1.370), il Veneto (1.226) e il Lazio (1.170). Le scuole superiori di primo grado, poi, sono quelle che assumeranno il minor numero di nuovi insegnanti. La Liguria, in questo caso, assumerà solo un docente, mentre il Molise appena 18.
IL GOVERNO
Intanto, il governo prosegue sulla riforma del Piano scuola. Il nodo cruciale – promette l’esecutivo – che riguarda la cancellazione delle graduatorie a esaurimento e l’assunzione di tutti i precari, sarà sciolto. Le coperture finanziarie sembrano esserci. Il presidente del Consiglio ha garantito 900 milioni di euro da destinare alla scuola nella prossima legge di stabilità e altri due miliardi di euro nel 2016. I sindacati, pur plaudendo alle nuove immissioni, continuano a chiedere una mappatura precisa dei posti vacanti. Le stime parlano di circa 55mila posti liberi, ma una cifra precisa ancora non esiste. Anche per questo la responsabile scuola di Forza Italia, Elena Centemero, ha chiesto un censimento regione per regione dei posti disponibili, oltre all’individuazione, da parte dei dirigenti scolastici, del reale numero d’insegnanti da assumere per gli organici funzionali.

IL MESSAGGERO