La vendetta jihadista colpisce Hollande: decapitato in Algeria l’ostaggio francese

Hollande

«Hollande, sei andato dietro a Obama»: sono state le ultime parole di Hervé Gourdel, francese, 55 anni, guida di montagna, prima di essere sgozzato in qualche posto in Cabilia, nel sud dell’Algeria, dagli uomini di Jund Al-Khilafa, i soldati del Califfato. Il video è stato diffuso ieri su diversi siti dell’islam radicale, con il titolo: «Messaggio di sangue per il governo francese». Si apre con le immagini dell’ultima conferenza stampa di Hollande, quando il presidente ha annunciato la partecipazione della Francia ai raid aerei contro l’Esercito islamico accanto agli Stati Uniti. Poi appaiono quattro uomini intorno all’ostaggio, in ginocchio, che cerca di rivolgere qualche parola ai suoi cari. Gli uomini, tutti armati, leggono un messaggio in cui si denuncia l’intervento dei «criminali crociati francesi», contro i musulmani in Algeria, in Mali e in Iraq. Poi la fine.
LA REAZIONE

«E’ stato assassinato vigliaccamente, in modo crudele e vergognoso» ha detto Hollande da New York, dove partecipa all’Assemblea Generale dell’Onu. «Gourdel – ha aggiunto Hollande – è morto perché era francese, perché il suo paese combatte il terrorismo, perché rappresenta un popolo libero, il nostro…che difende la dignità umana contro la barbarie, la mia determinazione è totale. Continueremo a lottare contro il terrorismo dovunque, e in particolare contro Daesh (lo Stato islamico, ndr) che seminano la morte in Iraq e in Siria, perseguitano le minoranze religiose, semina la morte, violenta, decapita. Le operazioni militare aeree continueranno tutto il tempo necessario». Davanti all’Assemblea dell’Onu, Hollande ha poi ribadito che «la Francia attraversa una dura prova, ma non cederà mai al ricatto»;
Domani il presidente francese riunirà a Parigi «il Consiglio di difesa per fissare gli obiettivi delle operazioni militari e rafforzare ancora la protezione dei nostri compatrioti». Dopo gli Stati Uniti e i due giornalisti James Foley e Steven Sotloff, dopo la Gran Bretagna e l’operatore umanitario David Haines, la Francia ha pagato il suo tributo di sangue al terrorismo jihadista con Hervé Gourdel, una guida di montagna di Nizza, una compagna, due figli, appassionato di fotografia. Gourdel, organizzava regolarmente trekking in Marocco, nella regione dell’Atlante. Questa volta era partito con un gruppo per un giro di qualche giorno nella regione montagnosa e verdissima del parco nazionale del Djurdjura, meno di 200 chilometri da Algeri, diventato ormai territorio di Jund Al-Khalifa, un gruppo terrorista passato dalla nebulosa di Al Qaeda allo Stato Islamico. A capo della «cellula», comparsa sulla scena a fine agosto con un comunicato che annunciava la nuova alleanza con il califfato, ci sarebbe un ex consigliere militare di Abdelmalek Drukdel, capo dell’Aqmi, Al Qaeda nel Maghreb islamico.
IL PRIMO MINISTRO

La notizia dell’esecuzione dell’ostaggio francese è arrivata mente il primo ministro Manuel Valls difendeva davanti all’Assemblée Nationale l’impegno della Francia in Iraq, un intervento «per difendere la sicurezza nazionale» contro «un’organizzazione di assassini per cui la vita umana è senza valore». Lunedì, il giorno dopo aver rapito Gourdel lungo una strada vicino a Tizi N’Kuilal, Jund Al-Khalifa aveva rivolto un ultimatum alla Francia: 24 ore per interrompere i raid o l’ostaggio sarebbe stato ammazzato. Già indirettamente sospettata di «trattare» con i terroristi, la Francia ha risposto immediatamente con fermezza: «non cederemo a nessun ricatto, nessuna pressione, nessun ultimatum, nemmeno al più odioso, il più abietto» aveva annunciato Hollande. Una fermezza che la famiglia e gli amici di Hervé Gourdel ieri rimpiangevano tra le lacrime. «Non gli hanno lasciato scampo, nemmeno un po’ di tempo – ha denunciato con rabbia ieri il suo ex socio, Laurent Gény, insieme avevano creato un’impresa per attività sportive. «Gli algerini potevano anche riuscire a liberarlo».

Il Messaggero