JUVENTUS, LE PAROLE DI SPALLETTI – Quattordici punti in nove giornate, ottavo posto e terza sconfitta in campionato, maturata a Marassi contro il Genoa di De Rossi. Sui social parte della tifoseria bianconera invoca il ritorno di Antonio Conte, mentre la società, almeno per ora, non sembra intenzionata a cambiare guida tecnica. Un clima che investe in pieno Luciano Spalletti e la sua Juventus.

Difficile per chiunque

La domanda arriva senza giri di parole: è ancora lui l’uomo giusto per scuotere una squadra che ricade, a intervalli regolari, in partite piatte? Spalletti non si sottrae. “Per quello di essere la persona giusta, da un punto di vista mio sì“. Poi allarga lo sguardo alla situazione: “secondo me sarebbe difficile per chiunque, per quello che è la situazione“.

A Marassi il Genoa ha indirizzato la sfida in 28 minuti, con le reti di Ehizibue e Baldanzi, lasciando alla Juventus soltanto un finale di assedio poco lucido, compresa una traversa di Koopmeiners su punizione. Dall’altra parte la squadra di De Rossi, reduce dal successo sul Venezia, ha dato continuità al proprio momento. Una serata che ha riacceso il confronto sull’identità bianconera, in cerca di continuità dopo il 2-0 sul Lecce di pochi giorni prima.

I numeri raccontano un avvio faticoso: 14 punti dopo nove turni, peggio solo del 2022/23 (13) negli ultimi otto campionati. Domenica sera all’Allianz Stadium arriva il Napoli.

Il vantaggio dello spogliatoio

Il punto di forza, per il tecnico, sta nella conoscenza del gruppo. “Delle possibilità di recupero ci sono“, assicura Spalletti, che rilancia: “io penso di avere qualche vantaggio perché la conosco la provenienza di questa cosa qui e conosco benissimo i miei calciatori“.

La risposta, però, non chiude il dibattito: lo sposta sul campo. Con una classifica che chiede continuità, ogni scelta di formazione e ogni prestazione peseranno più del solito sul giudizio attorno alla panchina bianconera. Spalletti lo accetta senza polemica.