Sanzioni alla Russia, l’UE tira dritto mentre gli USA le sospendono: la domanda sul tavolo

Dopo l’ordine esecutivo con cui Donald Trump ha sospeso parte delle sanzioni americane contro Mosca, in cambio di forniture di diesel sui mercati internazionali, Ursula von der Leyen ha ribadito che le misure europee restano in vigore e ha annunciato un ventiduesimo pacchetto. Una linea opposta a quella di Washington.

La signora von der Leyen, sacerdotessa dei mercati apatridi e vestale del neoliberismo made in European Union, ha recentemente precisato che le sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia di Putin restano fintanto che quest’ultima non si ritira e pone fine al conflitto ucraino. Queste dichiarazioni vogliono idealmente essere la risposta europea alla recente scelta di Donald Trump di siglare un patto energetico con Putin e, oltre a ciò, di sospendere le sanzioni americane in essere contro la Russia stessa.

Ordunque, con tutta evidenza, l’Unione Europea si riconferma una volta di più per ciò che realmente è. Voglio dire una gabbia di matti, amministrata da specialisti senza intelligenza ed edonisti senza cuore, per riprendere una volta di più la nota e felice formula di Max Weber.

La postura bellica di Bruxelles

Se Trump ha saggiamente compreso, con sobrio realismo, l’impossibilità di sconfiggere sul campo la Russia e quindi la necessità di sedersi al tavolo con essa e di intraprendere trattative economiche bilaterali, ebbene, per parte sua, l’Unione Europea si ostina, con folle tenacia, a mantenere una postura insensatamente bellica contro la Russia di Putin. Siamo ormai arrivati a più di 20 pacchetti di sanzioni. Sanzioni che, oltretutto, sono del tutto inefficaci, come subito diremo.

Risultato? La Russia è più vigorosa e ringalluzzita di prima, mentre l’Unione Europea sta rapidamente precipitando nel baratro, per usare una formula ancora ampiamente eufemistica e ampiamente perifrastica.

Il boomerang delle sanzioni

Infatti, come non mi stanco di sostenere ormai da diversi anni, con le sanzioni europee alla Russia ci troviamo al cospetto del primo caso nella storia umana, dai sumeri ad oggi, di sanzioni che recano danno al sanzionante e non al sanzionato. Proprio così, le sanzioni che Bruxelles fa a Mosca non danneggiano Mosca, ma, come un boomerang lanciato a tutta forza, tornano impietosamente sulla testa di Bruxelles.

La domanda è allora una soltanto e credo che chiunque sia ancora dotato del Logos possa e debba farla e farsela. Perché l’Unione Europea si ostina a operare in una direzione tale per cui non reca danno al suo presunto nemico e non di meno ne reca massimamente a se stessa, condannandosi all’isolamento e all’immiserimento sempre più evidente che oltretutto sfocia nelle proteste che stanno infiammando mezza Europa? Perché l’Unione Europea agisce con tanta stoltezza andando oltretutto a danneggiare i propri interessi su tutta la linea?

Questa è la domanda fondamentale per la quale evidentemente non c’è una risposta a meno che non si voglia ammettere che l’Unione Europea è davvero in mano a dei pazzi.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro