INTER – Il 3-4 subito dal Club Brugge a San Siro il 13 ottobre è la seconda sconfitta in due gare di League Phase e porta a sette i ko nelle ultime otto partite europee dell’Inter. Lo stesso Chivu, a fine gara, ha parlato di “cose che non appartengono a una squadra matura, ambiziosa e di valore”.
Il bilancio che non torna
I numeri danno corpo al giudizio di Giancarlo Padovan a Radio Radio Lo Sport. Una sola vittoria nelle ultime otto gare di Champions League, con in mezzo l’eliminazione ai playoff contro il Bodo/Glimt. Dopo il 2-1 del Bernabéu contro il Real Madrid e il ko con il Brugge, la nuova edizione si è aperta a zero punti.
Il punto, a suo giudizio, è che i risultati raccontano una squadra diversa da quella vista in Italia: “7 partite perse su 8 sono sintomatiche di quanto l’Inter non sia una squadra da Champions”. Poi la precisazione: “Non è una squadra da Champions, è la migliore squadra italiana, ma quando va in Europa fa ridere”. Il discorso si allarga al sistema: “E quindi è assai probabile che il nostro calcio faccia ridere, è assai probabile che il nostro calcio sia moribondo”.
Anche Chivu sotto esame
Il nodo è la gestione delle partite: “C’è un modo di condurre la partita che è assolutamente anarchico da parte dell’Inter, sventato di fare la gara”. È una fragilità che Chivu ha messo a verbale dopo il Brugge, parlando di equilibrio e distanze perse nella ripresa.
Da qui la stoccata sul racconto costruito attorno al tecnico: “Ma abbiamo spiegato che Chivu era degno del Nobel per la pace, per l’intelligenza che aveva, Nobel della letteratura e della matematica”. E l’invito a non esagerare: “Calma ad esaltare, calma a dire che è un fenomeno”.
Infine la domanda che chiude il ragionamento: “Vogliamo chiamare anche l’allenatore a qualche responsabilità? O io ero e sono l’unico in Italia a vedere i difetti di Chivu?”.
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