Il problema dei carburanti annacquati continua a colpire gli automobilisti italiani, e l’ultimo caso evidenziato in trasmissione ne è la prova concreta. Tutto era iniziato con una moto che “batteva in testa” – un colpo secco al momento dell’accelerazione, segnale tipico di un’anomalia nella combustione. Il meccanico aveva subito sospettato il carburante, notando che i motori più moderni, con rapporti di compressione più bassi, tendono a manifestare il problema più tardi rispetto a quelli datati.
Il vero allarme è scattato con un’automobile del 2023, entrata in modalità di protezione il 31 agosto e ridotta a una velocità di 70 km/h per un guasto agli iniettori del terzo e quarto cilindro. Durante un successivo cambio dell’olio, il meccanico ha scoperto la causa reale: il filtro del gasolio era completamente ricoperto da una melma biancastra, e il serbatoio, una volta svuotato, si è rivelato pieno d’acqua per metà.
La ‘prassi’
Non si tratta di un caso isolato: secondo il meccanico, numerosi altri clienti si sono presentati con lo stesso problema. Il costo della riparazione – che richiede lo smontaggio della cinghia di distribuzione per intervenire sulla pompa del gasolio – è stimato tra i 1.500 e i 2.000 euro.
Il fenomeno trova conferma anche nei dati diffusi da AdnKronos su un’operazione della Guardia di Finanza, che ha portato al sequestro di 10 tonnellate di carburante irregolare, con un distributore su cinque risultato fuori norma. Il problema, va sottolineato, non riguarda solo le stazioni senza marchio: anche i distributori dei grandi brand non risultano esenti dal rischio.
Da qui l’appello alle autorità: se il cittadino viene sanzionato con rigore per infrazioni minori, la stessa severità dovrebbe applicarsi ai controlli sui distributori di carburante, con verifiche periodiche e pene severe per chi viene trovato con acqua nei serbatoi. Il nodo, infatti, è che il singolo automobilista non può quasi mai dimostrare presso quale distributore abbia fatto il pieno contaminato — motivo per cui il controllo dovrebbe essere sistemico e non lasciato all’iniziativa del cittadino.










