Benzina d’oro: “Solo ad agosto un miliardo di ricavi in più grazie ai rincari”

Rincari fino al 31% su diesel e benzina, un miliardo di euro in più solo ad agosto: Andrea Polo spiega come difendersi tra distributori, bollette e condizionatori.

Il caro-carburanti è diventato una voce pesante nei bilanci familiari proprio nel cuore dell’estate. Secondo i dati diffusi da Facile.it, un pieno di benzina da 50 litri costa oggi 99 euro, il 15% in più rispetto a un anno fa; per il diesel si arriva addirittura a 109 euro, con un rincaro del 31%. Su un viaggio tipo Milano-Lecce andata e ritorno, circa 2000 km, la differenza rispetto al 2025 si misura in decine di euro, e sull’intero mese di agosto la spesa aggiuntiva degli italiani in solo carburante sfiorerà il miliardo di euro.

“Soltanto di benzina spenderemo più di un miliardo in più rispetto a quanto non fosse stato nel 2025, e a questo si sommano una serie di elementi non simpatici, in parte dovuti a fattori prevedibili, in parte a fattori non prevedibili”. Tra le cause note per Andrea Polo c’è l’inflazione, aggiornata proprio il giorno prima dall’Istat, che “aumenta una serie di costi a pioggia e a cascata”; tra quelle impreviste, la chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha inciso “in termini di aumenti di costi di approvvigionamento e di conseguenza anche di costo poi sulla benzina nei singoli distributori”, ripercuotendosi anche sul costo dell’elettricità.

Fermare il fenomeno non si può, difendersi invece sì.
“Questa è la vera parola: razionalizzare e capire dove cosa possiamo eliminare e dove cosa, se non possiamo eliminare, possiamo comunque risparmiare”. Sul fronte carburante, il consiglio pratico riguarda l’abitudine di fare rifornimento sempre allo stesso distributore: “Abbiamo imparato, e dobbiamo imparare se ancora non l’abbiamo fatto, a guardarci intorno e a vedere se magari il distributore che è un chilometro più in là offre la benzina a prezzi inferiori”. Con il picco delle partenze estive alle porte, è un obbligo per risparmiare fare rifornimento prima di entrare in autostrada.

"Sulle autostrade esiste un sistema feudale moderno di cui nessuno vi parla"

Lo stesso principio vale per le bollette energetiche: “Confrontiamo le offerte, come abbiamo detto, dei distributori — lo stesso discorso vale per i fornitori dell’energia. Scopriamo se quella che stiamo pagando è la migliore tariffa disponibile”, valutando eventualmente il passaggio a fasce orarie diverse o a una tariffa fissa piuttosto che indicizzata. Non si tratta di un dettaglio da poco: “Il costo dell’indecisione in termini di energia vuol dire circa una spesa superiore di circa 100 euro all’anno a famiglia. Io trovo molti modi migliori di spendere 100 euro piuttosto che regalarli a un fornitore che mi applica una tariffa non adatta a me”.

I responsabili dei rincari? Molteplici: “Diciamo che si è usato spesso il pannicello, diceva mio papà che faceva il medico, e non è un taglio delle accise di 17 centesimi che poi levi da altre parti, per cui insomma la coperta è corta”. Quanto alla composizione del prezzo alla pompa, va notato che ogni soggetto della filiera — fornitore, raffinatore, distributore e Stato — trattiene la propria quota: “Sono tutti dei mattoncini che vanno a formare il prezzo finale, ognuno con la sua parte. Noi paghiamo ancora dei contributi per la guerra in Eritrea, per dire.

Anche la figura del benzinaio, spesso associata a un facile guadagno, viene ridimensionata: “C’è un mito da far crollare, un mito che a me è crollato da bambino. Io da bambino volevo fare il benzinaio, intanto perché mi piaceva tantissimo l’odore della benzina, e poi perché vedevo sempre appunto ‘sti benzinai con questi borselli traboccanti di denaro contante. Secondo me erano le persone più ricche del mondo. In realtà non è così, non sono soldi loro quelli, non tutti”.

Difendersi in poche mosse

Sul fronte dei condizionatori, Polo indica prima di tutto l’efficienza dell’apparecchio: “Va bene una Classe A, ma se è una Classe A che io ho comprato nel 2000, magari in 26 anni qualcosa è cambiato e quindi quella classe A del 2000 corrisponde oggi a una classe G”, con una differenza di spesa che può valere “diverse centinaia di euro all’anno”. Alla manutenzione regolare — filtri puliti, controllo annuale — si aggiungono scelte quotidiane: evitare temperature troppo basse, perché “non fa bene rimanere a 17 gradi in casa”, e prediligere la deumidificazione al raffrescamento puro, con un risparmio stimato “circa il 15-20% del consumo”. Utili anche piccoli accorgimenti come tenere le tapparelle abbassate ed evitare di aprire le finestre a impianto acceso, oltre alla presenza di piante che aiutano a mantenere un clima più fresco in casa.

“Un’altra cosa da evitare, già in fase di montaggio, è quella di mettere i condizionatori nelle cucine. Perché è vero che dici in cucina io muoio di caldo. Sì, però i fumi della cucina distruggono il condizionatore a tempo zero”. Vale lo stesso per la vicinanza ad altre fonti di calore, frigorifero compreso: “Il frigorifero ha il suo motore, quindi il frigorifero produce caldo e non ha senso mettergli sopra il condizionatore”.