Il 9 agosto scorso, durante il tradizionale omaggio a Fabrizio De André organizzato nell’ambito del festival Time in Jazz all’Agnata, la tenuta del cantautore in Gallura, una spettatrice ha contestato la presenza del vicepremier Matteo Salvini al concerto di Diodato, lasciando la platea prima della fine dell’esibizione. A calmare gli animi è stata la padrona di casa, Dori Ghezzi. Presa la parola al microfono, la vedova del cantautore ha respinto la protesta pur restando, nelle sue parole, “sempre di sinistra”. “Io la penso diversamente – ha detto – però è giusto creare un dialogo, altrimenti non saremmo più un paese democratico“. L’intervento è stato accolto da un lungo applauso, compreso quello dello stesso Salvini. Di segno opposto la reazione, arrivata poche ore dopo sui social, della nipote Alice De André, secondo cui il nonno non avrebbe mai tollerato la scena e avrebbe interrotto lui stesso il concerto.
Ma sarebbe davvero così?
Il “business della rissa” nei media
“Ci stanno abituando alla lite“, commenta in diretta a Un Giorno Speciale Fabio Duranti. “Dori, una donna straordinaria, si è alzata e ha detto: in un paese democratico, anche se io non sono d’accordo, non posso non dialogare, non posso cacciarlo via, non posso tappargli la bocca. Negare la discussione, o durante la discussione iniziare ad insultare, significa che tu tendi a voler dominare con l’arroganza, con la violenza, con la prepotenza, e quindi sei un dittatore. Questa è una cosa che accade tutti i giorni in qualsiasi posto, nelle università, nei luoghi, nei luoghi di ritrovo, nei luoghi di studio, anche nei luoghi di culto adesso, dove l’intolleranza è arrivata a questi livelli perché le persone ormai ritengono normale la rissa. Perché la rissa è alimentata dalle radio, dalle televisioni che fanno della rissa il loro business“.
Il commento di Fabio Duranti, Alberto Contri e Carlo Iannello in diretta.










