C’è una discussione per Bruxelles, per l’Unione Europea, sull’accelerazione delle cosiddette “fonti rinnovabili“, e quindi è in atto uno scontro tra governo italiano e Commissione Europea in merito alla sospensione del patto di stabilità per le spese energetiche derivanti da fonti fossili. Il ministro dell’economia, onorevole Giancarlo Giorgetti, ha sollevato dubbi sulla incoerenza di Bruxelles che trascura la sicurezza energetica pur ponendo enfasi sulla difesa.
Le clausole di salvaguardia e il braccio di ferro con Bruxelles
Il punto critico è l’attivazione delle clausole di salvaguardia per mitigare l’impatto della crisi dei prezzi energetici causata dai conflitti in Medio Oriente. L’Italia vorrebbe utilizzare queste deroghe per sostenere famiglie e imprese, ma la Commissione Europea oppone un fermo rifiuto.
Ecco, mi fermo qui perché se 40 anni fa qualcuno avesse detto una roba del genere, lo avrebbero preso per matto. Cioè, uno Stato che vuole dare aiuti alle proprie famiglie e alle proprie imprese è bloccato da una sovrastruttura burocratica che non è uno Stato, che si chiama Unione Europea, che impedisce a uno Stato — cioè a un organo politico legittimamente eletto democraticamente dai cittadini — di fare quello che i cittadini chiedono. Cioè, capite che questa è una violazione della democrazia? Lo ripeto, questa è una violazione della democrazia. Se non si è capito, questa è una violazione della democrazia.
Bruxelles usa la crisi per imporre la transizione energetica
La Commissione Europea non vuole che lo Stato italiano utilizzi queste deroghe per sostenere le famiglie e le imprese. Allora ditemi voi perché secondo Bruxelles le clausole non sono strumenti gestionali per shock a breve termine ma devono rimanere misure eccezionali di lungo periodo. E ditemi voi se un quarto di secolo di disastri, torture e massacri dello Stato sociale non è secondo voi un lungo periodo.
L’Unione Europea critica i sussidi pubblici elargiti in passato ritenendoli colpevoli di aver mantenuto alta la domanda di gas e petrolio. E l’obiettivo è quello di sfruttare la crisi per accelerare la transizione energetica. Cioè, questi pazzi di Bruxelles usano la crisi non per dare risorse alle famiglie, alle imprese, ma invece per accelerare verso quella che loro chiamano transizione energetica, con una politica green ideologica e folle. Non vogliono più che il sistema produttivo nazionale funzioni in nome di una visione green imposta.
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