Donald Trump cambia ancora una volta idea (e stavolta fa capire davvero tutto)

Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, cambia ancora una volta idea.
Più che mai egli si rivela bizzoso e volubile, sempre pronto a nuove strambate, incapace di mantenere una traiettoria chiara, precisa e coerente. Fino a pochi giorni fa, infatti, Trump minacciava l’Iran ventilando la possibilità di nuovi attacchi congiunti con Israele. D’altro canto, questa guerra, lo sappiamo, è principiata proprio per volontà di USA e Israele. In una parola: Usraele, il mostro bicefalo dell’imperialismo sans frontières. Ebbene, adesso Donald Trump ci ripensa e afferma che la via migliore da seguire è, dopotutto, quella dei colloqui con la Persia.

Una volta di più, come ricordavo poc’anzi, Trump si rivela bizzoso e volubile, privo di una direzione e platealmente simile a un timoniere privo di mappe nautiche. Ciò naturalmente non dipende soltanto dal carattere volubile del presidente statunitense, ma anche dal fatto che, come più volte ho evidenziato, La civiltà del dollaro attualmente non ha più una strategia per gestire il conflitto che ha sciaguratamente scatenato contro l’Iran.

Israele, il mostro bicefalo dell’imperialismo, sperava di poter sconfiggere l’Iran in una settimana o poco più e invece ha trovato dinanzi a sé un popolo fieramente resistente, pronto a combattere fino alla fine per opporsi al barbaro invasore che porta morte, macerie e guerra camuffando le proprie infame operazioni con la maschera dei diritti umani e della democrazia. Come ho sottolineato in diverse occasioni, la guerra di Persia si sta già palesemente trasformando per Washington in una sorta di Vietnam 2.0.

Uno scenario reale se è vero, come è vero, che Washington, che pensava di poter risolvere la guerra a proprio vantaggio in maniera celerrima, di fatto già si è impantanata in Iran, dato che l’Iran, lo ribadiamo, sta resistendo gloriosamente, oltretutto beneficiando del sostegno della Russia e della Cina, che sanno bene quanto sia importante la resistenza dell’Iran nell’ottica di un mondo multipolare o poliarchico, che dir si voglia. Un mondo cioè in grado di creare un’altra visione e un altro modo di essere rispetto a quello dell’imperialismo stelle e strisce.

Lo stesso imperialismo che dall’89 ad oggi cerca di distruggere tutte le forze resistenti al suo progetto di dominazione planetaria. Ecco perché la resistenza dell’Iran è tanto importante quanto degna di essere sostenuta.

Diego Fusaro, 25 maggio 2026