Secondo un ultimo report CETIF Research 2026, banche e assicurazioni starebbero integrando l’intelligenza artificiale seguendo strategie differenti. Le banche mostrerebbero una maggiore prontezza operativa nella gestione della forza lavoro digitale potenziata dall’intelligenza artificiale.
AI: sì o no?
Invece le assicurazioni punterebbero sull’agentica automation, sull’offerta iper personalizzata per evolvere verso un modello di relazione più consulenziale. L’intelligenza artificiale sta quindi penetrando nei modelli operativi. La questione centrale non sarebbe se adottare o no l’intelligenza artificiale, sarebbe come costruire un posizionamento di impresa distintivo integrando l’intelligenza artificiale e non tramite questa. E mi fermo qui perché già questa frase dice tutto. Come si può pensare per esempio per i consulenti di costruire un posizionamento competitivo dell’impresa distintivo? Non ci può essere distinzione se è una commodity. Non si può fare distinzione se c’è una roba che costa 23 euro più IVA al mese ed è accessibile a tutti.
Non si può fare distinzione di posizionamento strategico se non c’è un fattore distintivo e si usa semplicemente una tecnologia. Un conto è inventare una tecnologia, un altro è utilizzarla. Ecco, il 14 di maggio io farò un webinar, si sono iscritte tante persone al sito valeriomalvezzi.it e qui leggo da questo articolo: “il punto critico è questo, l’adottare l’intelligenza artificiale non equivale a costruire differenziazione”. Esatto “Se tutti implementano” dice l’articolo “strumenti simili tecnologici il risultato è una compressione del vantaggio”. No, sbagliato, è un azzeramento del vantaggio. Se tutti utilizzano internet, non posso dire ‘ah ma io sono un figo perché utilizzo internet’. Se tutti utilizzano PowerPoint, non posso dire ‘la mia competenza distintiva è usare PowerPoint’. Se tutti sanno che cos’è una mail, ‘non posso dire che sono diverso dagli altri perché uso la mail’ e allo stesso modo succederà per l’intelligenza artificiale.
Quindi se siete interessati a capire invece che cosa vuol dire il pensiero umanistico, perché è lì che si differenziano le aziende. Io ho avuto ieri una giornata con imprenditori, quello di cui si parla è l’uomo, l’uomo, l’uomo.
I processi sono processi umani. La tecnica ovviamente serve a migliorare la produttività, a ridurre gli errori, a velocizzare i processi, ma se non c’è una discussione sui processi non ci può essere nemmeno strategia.
Malvezzi Quotidiani – L’Economia Umanistica con Valerio Malvezzi










