Le tensioni interne alla Lazio tornano a occupare il centro della scena e il rapporto tra il tecnico Maurizio Sarri e il presidente Claudio Lotito appare sempre più incrinato. Nelle ultime settimane il clima a Formello si è fatto rovente, alimentato da una telefonata trapelata online che ha rapidamente fatto il giro dei social.
Protagonista della conversazione diventata virale è proprio il numero uno biancoceleste, che, dialogando con un sostenitore, ha lasciato emergere tutto il suo disappunto nei confronti di alcune scelte tecniche dell’allenatore.
Nel corso della telefonata, Lotito avrebbe contestato in particolare la gestione di alcuni giocatori e le strategie di mercato. Secondo il presidente, il tecnico avrebbe ostacolato alcune operazioni in uscita, salvo poi non concedere spazio ai calciatori coinvolti. Un comportamento che, a suo giudizio, avrebbe generato malumori interni e complicato la gestione del gruppo. Tra gli esempi citati ci sarebbero le mancate cessioni di Noslin e Belahyane, oltre a scelte di ruolo considerate discutibili per alcuni elementi della rosa.
“Mi ha bloccato le cessioni di Noslin e Belahyane e non li fa giocare, Maldini l’ho preso per fare l’esterno sinistro e gli fa fare il centravanti. Castellanos venduto a 30 milioni, Dia adesso lo vendo a 18, solo a lui non piacciono i giocatori. Guendouzi lo faceva giocare a tre e si è rotto le scatole ed è voluto andare via. Se non si riesce a creare la giusta alchimia nello spogliatoio si creano quelle situazioni in cui la gente ti manda a quel paese”.
Sarri, risposta al veleno alla telefonata di Lotito
Le parole del patron laziale non sono però passate inosservate e hanno inevitabilmente provocato la reazione di Sarri. Dopo il pareggio ottenuto contro l’Atalanta nella semifinale d’andata di coppa, il tecnico toscano ha risposto indirettamente alle polemiche durante la conferenza stampa post-partita.
Interrogato dai giornalisti su una presunta opposizione alla cessione di Noslin durante il mercato invernale e sulla posizione in campo di Daniel Maldini, Sarri ha replicato: “Scusate, il presidente dice che il mercato lo fa lui e poi l’ho bloccato io? Io di questa storia non ne sapevo niente, ma non è importante. Maldini deve giocare esterno? Chi lo sostiene? Peccato che l’allenatore sono io e lo faccio giocare dove dico io. Lui ha sempre fatto il trequartista di centro-sinistra e questo non è previsto nel nostro modulo. Io ho sempre giocato con un attaccante atipico, lui lo interpreta bene in certe giocate. Deve imparare a essere più completo“.
Il botta e risposta a distanza tra allenatore e presidente evidenzia quindi una frattura sempre più evidente ai vertici del club. Il rischio concreto è che le tensioni dirigenziali possano riflettersi anche sul campo, alimentando ulteriormente un clima già carico di polemiche attorno alla squadra biancoceleste.










