Allo stadio Olimpico Grande Torino finisce 2-0 per i padroni di casa: ennesima battuta d’arresto della Lazio, che certifica la crisi profonda della squadra di Maurizio Sarri, ancora a secco di gol e incapace di reagire con continuità.
L’esordio di Roberto D’Aversa sulla panchina granata è da incorniciare: il Toro ritrova un successo che mancava da un mese esatto e si porta a +6 sulla zona retrocessione, mostrando un atteggiamento completamente diverso rispetto alle ultime uscite. Decidono le reti dei due attaccanti, Giovanni Simeone e Duván Zapata, un gol per tempo che stende una Lazio fragile e poco incisiva.
Il vantaggio arriva al 21’: Zapata calcia, la traiettoria si impenna e sulla palla si avventa Simeone, il più rapido a ribadire in rete beffando la difesa biancoceleste. Nella ripresa è lo stesso Zapata a firmare il raddoppio di testa su cross dalla sinistra, chiudendo di fatto i giochi. Solo nell’ultimo quarto d’ora la squadra di Sarri prova a scuotersi, ma senza trovare la via del gol per la terza partita consecutiva.
Un ko che fa rumore anche per il contesto: clima surreale sugli spalti, contestazione della tifoseria granata e una Lazio apparsa ancora una volta scarica, spenta, senza mordente. Ora i biancocelesti devono voltare pagina e pensare alla semifinale d’andata di Coppa Italia contro l’Atalanta BC, ma le ombre restano fitte.
In questo scenario si inserisce il durissimo intervento di Mario Mattioli a Radio Radio Mattino – Sport e News: “Contro il Torino non ho visto un singolo giocatore della Lazio combattere su una seconda palla… Nulla! Sono professionisti, certi atteggiamenti non sono giustificabili nemmeno quando si giocano le partitelle all’oratorio“.
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