Classe 1963, nata a Paluzza, in provincia di Udine, Manuela Di Centa è una delle leggende dello sci di fondo italiano. Ha partecipato a cinque edizioni consecutive dei Giochi invernali, dal 1984 al 1998, conquistando sette medaglie olimpiche: due ori, due argenti e tre bronzi a Lillehammer 1994, dove ha centrato un podio in ogni gara individuale e nella staffetta. Record assoluto per una fondista azzurra. Dopo il ritiro dalle piste ha conquistato l’Everest nel 2003, diventando la prima donna italiana a raggiungere la vetta.
La sua carriera si è poi spostata in ruoli istituzionali: membro del CIO, vicepresidente del CONI, deputata dal 2006 al 2013. Oggi, a 63 anni, guida il comitato organizzatore dei Giochi Olimpici Giovanili invernali Dolomiti Valtellina 2028. Proprio mentre l’Italia sta scrivendo pagine storiche a Milano Cortina 2026 – con 23 medaglie totali (8 ori, 4 argenti, 11 bronzi) al 17 febbraio, superando il vecchio record di 20 podi proprio di Lillehammer 1994 – Manuela Di Centa ha commentato in diretta ai microfoni di Francesco Caselli il boom azzurro, dominato dalle donne.
Federica Brignone ha firmato una doppietta storica nello sci alpino, Lisa Vittozzi ha regalato il primo oro olimpico di sempre al biathlon italiano nell’inseguimento 10 km, e atlete come Flora Tabanelli hanno aggiunto podi decisivi. Le sue parole, pronunciate subito dopo i trionfi del 15 febbraio.
L’intervista a Manuela Di Centa
“Le donne ieri hanno proprio dimostrato che se viene data fiducia, se tutto il percorso che è stato fatto— parliamo proprio di stesse opportunità tra maschi e femmine, che non devono essere di un giorno, ma devono essere anni e anni di lavoro in questo senso, che le federazioni in primis hanno fatto da anni, e che il Comitato Olimpico nostro ha fatto da anni— questi sono i risultati. E sono risultati continuativi nel tempo, ma mai sicuri. Le donne hanno garantito finalmente una capacità di essere quello che possono e vogliono essere. Ma è frutto di un grande lavoro proprio di impegno delle federazioni. Qualcuno mi ha già detto: vedi, Manuela, adesso l’equilibrio di genere si è ribaltato, dobbiamo pensare ai maschi. Questa cosa è carina, no? E anche per me personalmente è una grande soddisfazione vedere queste ragazze che finalmente si possono esprimere, vincono. Ma non solo, sono mamme che vincono medaglie e contemporaneamente possono permettersi di essere anche mamme. E questo è bellissimo. Penso che noi lasceremo con questa Olimpiade un’eredità culturale”.










