E adesso è ufficialmente giunto il nuovo partito del Generale Vannacci. Il nome, non particolarmente originale, è Futuro Nazionale. La rottura con la Lega di Salvini si è definitivamente consumata, come peraltro era nell’aria già da tempo.
Il neofondato partito è davvero un’alternativa?
La domanda da porsi è ora una soltanto. Il neofondato partito di Vannacci rappresenta un’alternativa o si tratta dell’ennesimo partito sistemico? Temiamo che la risposta corretta coincida con la seconda ipotesi, e non si badi a un possibile tradimento di Vannacci ma alle intrinseche ragioni del suo stesso profilo politico. Non intendo cioè dire che, una volta ottenuto il potere, Vannacci tradirà il suo elettorato. Mi sembra invece che le sue posizioni siano già ampiamente sistemiche fin da ora.
Sistemica è indubbiamente la sua difesa del libero mercato e del capitalismo come modo di produzione, con tanto di aperta adesione alla teoria neoliberale dello sgocciolamento. In questo senso Vannacci è liberista tanto quanto Giorgia Meloni e tanto quanto Elly Schlein. Antisistemico sarebbe quel partito che si opponesse al capitalismo e proponesse vie di fuga concrete rispetto alla sua dominazione.
Patriottismo ‘generico’
In secondo luogo, il profilo politico del generale non mette realmente in discussione la NATO e l’imperialismo statunitense. Si limita a invocare un patriottismo generico che, se anche può essere condiviso nella sua enunciazione generale, risulta concretamente impraticabile fintanto che la patria resta sottomessa all’imperialismo di Washington. Voglio dire a quell’imperialismo che Vannacci non mette realmente in discussione.
Come si può difendere la patria e al tempo stesso accettare la sua subalternità a Washington? Un partito realmente antisistemico e patriottico sarebbe quello che si opponesse in maniera incondizionata all’Unione Europea e all’imperialismo di Washington e percorresse la difficile via del multipolarismo, e dunque dell’apertura alla Russia e alla Cina.
Soprattutto per queste ragioni crediamo che il neonato partito di Vannacci non possa, almeno allo stato dell’arte, intendersi come antisistemico. Temiamo che si tratti dell’eterno ritorno del medesimo, vale a dire del partito unico capitalistico fintamente articolato.
Nulla di nuovo sotto il sole, in effetti. Il sistema capitalistico oggi appare pluralistico e democratico quando in realtà si dà nella forma di un partito unico fintamente plurale.
Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro










