È una vicenda di violenza domestica culminata in uno degli episodi più drammatici di cronaca recente quella che vede come vittima Federica Torzullo, 41 anni, e come autore dell’omicidio il marito Claudio Carlomagno, oggi detenuto in carcere. Come se questo non fosse già tragico, dopo pochi giorni anche i genitori di Carlomagno sono stati trovati morti nella loro abitazione.
Gli investigatori ipotizzano il suicidio.
Le indagini
Federica era scomparsa all’inizio di gennaio da Anguillara Sabazia, alle porte di Roma. Per giorni non si erano avute sue notizie, mentre familiari e amici lanciavano appelli nella speranza di ritrovarla viva. Le indagini, coordinate dalla Procura di Civitavecchia, hanno però condotto a una scoperta tragica: il corpo della donna è stato rinvenuto sepolto in un terreno riconducibile all’attività del marito.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, è stata uccisa con numerose coltellate. Dopo l’omicidio, il corpo sarebbe stato occultato nel tentativo di nascondere il delitto e ritardarne la scoperta. Gli investigatori parlano di un’azione violenta e prolungata, seguita da comportamenti finalizzati a depistare le ricerche.
Di fronte agli elementi raccolti dagli inquirenti, Claudio Carlomagno ha confessato l’omicidio, assumendosene la responsabilità. L’uomo è stato arrestato e trasferito nel carcere di Civitavecchia, dove si trova tuttora detenuto. Le accuse a suo carico sono gravissime: omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. L’inchiesta è ancora in corso per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti e verificare ogni passaggio successivo al delitto.
Conseguenze
Il caso ha profondamente colpito la comunità locale. Federica viene descritta da chi la conosceva come una donna riservata, mentre sul rapporto di coppia emergono interrogativi che ora sono al centro dell’attenzione investigativa. Come in molti casi di femminicidio, restano domande sul contesto familiare, sulle eventuali tensioni precedenti e sui segnali che avrebbero potuto anticipare l’escalation di violenza.
Ed è proprio da qui che, in diretta, Paolo Crepet espone la sua lettura dell’accaduto. La ricerca delle responsabilità non potrà restituire la vita alla vittima, ma resta comunque un passaggio necessario. Di fronte a tragedie di questa portata, la domanda che inevitabilmente emerge è sempre la stessa: si sarebbe potuto evitare? E i media che ruolo hanno avuto in questa escalation di eventi?










