DALL’ATTACCO DELLA ROMA AL “SUO” TORO – Ex centravanti di razza, protagonista in Serie A e all’estero, Rolando Bianchi ha legato il suo nome soprattutto alla Reggina e al Torino, club di cui è diventato uno dei bomber più prolifici della storia recente. Cresciuto nel vivaio dell’Atalanta, ha giocato anche in Premier League con il Manchester City e vestito maglie prestigiose come Lazio e Bologna, oltre a un’esperienza in Spagna. Dopo il ritiro ha intrapreso la carriera da allenatore e opinionista televisivo, conseguendo la licenza UEFA Pro e lavorando nei settori giovanili e in Serie C.
Ospite in diretta a Radio Radio Mattino – Sport e News, Bianchi ha analizzato il momento della Roma, soffermandosi sul mercato offensivo, sull’adattabilità degli attaccanti al gioco di Gasperini e sulla prossima sfida di campionato contro il Torino.
Che idea ti sei fatto del mercato della Roma, soprattutto in attacco?
“Gasperini è stato chiaro nelle interviste: davanti vuole qualcosa in più ed è normale. Io penso che Dovbyk che Ferguson non siano poi così male. Però è ovvio che a livello numerico e di gol stanno facendo meno di quello che ci si poteva aspettare. Arena l’altro giorno è entrato e ha fatto bene. È giusto il discorso sui giovani: se un giovane è forte ed è pronto, è giusto che giochi. Però Roma è un ambiente particolare, si rischia di mettere tanta pressione su un ragazzo molto giovane. È un po’ il discorso che si è visto al Milan con Camarda, che sta facendo fatica a far emergere le sue grandi qualità”.
Quanto conta seguire le indicazioni dell’allenatore in questo momento?
“Secondo me bisogna seguire le direttive dell’allenatore. Se in questo momento vuole qualcosa in più davanti è perché ha percepito che per il suo gioco ha bisogno di un attaccante con determinate caratteristiche. L’attaccante ideale per Gasperini, secondo me, è Zirkzee: è uno che fa giocare la squadra, fa gol e riesce anche a servire assist ai compagni. È chiaro però che poi il reparto diventa molto affollato e bisogna capire se qualcuno può essere ceduto, per non avere troppa abbondanza e rischiare problemi che vanno oltre la qualità dei giocatori”.
Dopo il match a campo invertito di Coppa Italia, ecco di nuovo Torino-Roma alle porte, stavolta in campionato. Che partita ti aspetti?
“Il Torino l’ho visto benissimo l’altra sera, è vero che la Roma era un po’ rimaneggiata nel primo tempo. Però ho visto una squadra più intensa rispetto alle ultime partite. Mi è sembrato meglio. È anche vero che il Torino ci ha abituato a molti alti e bassi: partite fatte molto bene e altre in cui esce completamente dal gioco e perde anche male”.
Che Roma vedremo rispetto alla gara di Coppa Italia?
“Mi aspetto una Roma diversa, perché deve per forza vincere per non perdere troppo terreno da quelle davanti e per tenere la scia. Sta facendo, secondo me, un campionato al di sopra di quello che ci si immaginava. L’allenatore è molto bravo e sta facendo rendere al massimo una squadra che, per quelle posizioni, forse ha qualcosa in meno rispetto alle altre”.
Da ex attaccante, quale dei centravanti della Roma vedi più adatto al gioco di Gasperini?
“Sia Ferguson che Dovbyk mi piacciono perché sono attaccanti con caratteristiche da prima punta. Però probabilmente Gasperini si è fatto qualche domanda, perché non stanno dando le garanzie che chiede. Malen può essere un attaccante interessante. L’altro giorno ha giocato Bailey lì davanti, ma non ha quel tipo di caratteristiche: fa fatica a reggere l’urto fisico e spesso è affaticato nella gestione della palla”.
Che tipo di centravanti serve davvero a Gasperini?
“C’è bisogno di un attaccante strutturato, che sappia giocare con la squadra. Gasperini vuole quel tipo di giocatori, come li ha avuto a Bergamo con Scamacca o Retegui: attaccanti che partecipano al gioco ma che sappiano anche essere decisivi in area, perché con il suo modo di giocare arrivi tantissimo dentro l’area. Per caratteristiche, oggi, forse quelli più adatti sono proprio Ferguson e Dovbyk, ma è evidente che non stanno rendendo come ci si aspettava”.










