Diversamente toscani e poco compatibili; uomo di collina con velleità agricole Luciano Spalletti, lupo di mare declinabile in cavalluccio Massimiliano Allegri. 

Le loro squadre portano in scena – si fa per dire – una partita che per un’oretta le vede vellicare l’una la porta dell’altra, con un po’ di gloria per Vicario all’inizio del primo tempo su Lucca e per Meret alla fine su Alajbegovic. 

Con l’ingresso di Zhegrova, per la Juventus è un altro p  lo ed è lui che sul settore di centro destra  lavora il pallone che fa cominciare  l’azione che al minuto 70 porta al vantaggio bianconero: la sfera finisce centralmente ad Alajbegovic che senza esitazioni e con una coordinazione istantanea fa partire il sinistro che pietrifica (fin troppo) Meret. È il gol che la Juventus stava cominciando a meritarsi ed è al tempo stesso quello che il Napoli visto in mezzo secondo tempo avrebbe dovuto fare di tutto per non prendere, perché i partenopei da un quarto d’ora perlomeno stavano esprimendo un tasso di pericolosità tendente allo zero. 

Sarebbe potuta essere la serata in cui Allegri avrebbe potuto porre il bollo di ceralacca sull’esonero di Spalletti, invece arriva il 2 – 0 con la conclusione a giro di Boga e il Napoli esce frustrato nelle intenzioni e di conseguenza nelle ambizioni.