Il palazzo di via delle Botteghe Oscure, scelto nel 1946 da Palmiro Togliatti come sede nazionale del PCI, ospita oggi il Thompson Rome, albergo a cinque stelle del gruppo Hyatt aperto il 27 ottobre 2026. Un passaggio che fa discutere e che, spontaneamente, si ricollega al destino dell’informazione indipendente in Italia.
Il Bottegone e la stampa libera
C’è stata un’epoca in cui chi sceglieva una comunicazione libera e indipendente poteva contare su una forma di rispetto istituzionale. La politica, anche quando non condivideva la linea, riconosceva all’informazione il ruolo di pilastro della democrazia e le garantiva spazio per sopravvivere. Si bussava alle porte degli uffici stampa di Botteghe Oscure o di Piazza del Gesù e si veniva accolti con correttezza ed educazione. Oggi in quel palazzo c’è un albergo a cinque stelle, e la distanza tra allora e adesso si misura anche così.
Il punto è che quella tutela è venuta meno. Lo Stato non protegge più chi fa informazione fuori dai circuiti dominanti. Le risorse arrivano a chi si allinea, come si è visto durante la stagione del Covid, e a chi non lo fa resta il mercato. Un mercato dove i colossi del web, indispensabili per diffondere i contenuti, finiscono per sottrarre spazio proprio a chi fa questo mestiere senza altri interessi commerciali alle spalle, e quindi senza conflitti da gestire.
Dietro la scomparsa dei luoghi simbolo c’è, secondo questa lettura, una strategia più ampia: sostituire i punti di riferimento. Una società priva di riferimenti stabili è più smarrita e più incline ad aggrapparsi a quelli nuovi che le vengono proposti. È un meccanismo della mente umana, e chi detiene il potere sembra averlo capito bene.
Giornalismo allo sbaraglio
Il livello del giornalismo italiano è l’altro nodo. Articoli scritti male, parole confuse, notizie date senza competenza: una categoria che sembra dilettante proprio quando dovrebbe spiegare. Lo mostra il caso del Learjet 60 precipitato il 1° novembre nella contea di Palm Beach, in Florida, con nove vittime, dopo che l’equipaggio aveva segnalato ghiaccio e turbolenza. Ricordiamo che il ghiaccio sulle ali è uno dei fenomeni più temuti, da evitare a tutti i costi anche se imprevedibile, e che dietro quelle immagini sgranate di dashcam c’è semplice fisica. Chi grida al complotto perché mancano i pezzi del velivolo dovrebbe prima chiedersi che cosa resta di un oggetto che si schianta a centinaia di chilometri orari.
Da qui la conclusione sull’informazione libera: dire la verità oggi significa rischiare l’esclusione dai circuiti economici, mentre ripetere ciò che altri vogliono sentire, magari attingendo alle cosiddette intelligenze artificiali, garantisce un posto al sole. La scelta, per il pubblico, è dunque quella di seguire chi dà davvero l’impressione di essere indipendente.










