SABTINI REPLICA AD ADANI – Espulso per proteste dopo il 3-3 del Maradona contro la Roma e ancora una volta con la giacca tolta: Allegri ha riproposto una scena che il pubblico conosce da anni. Per Adani, alla Domenica Sportiva, è “sempre lo stesso copione“, e a coprirlo ci sarebbe un gruppo di colleghi pronto a difenderlo. Su questo punto si accende la replica di Sandro Sabatini a Radio Radio Lo Sport.
Il nucleo e l’amicizia
Con il Napoli a undici punti, a sette dalla zona Champions, ogni uscita dell’allenatore finisce sotto la lente. Ma il bersaglio di Sabatini non è la reazione in panchina: è l’idea di una stampa schierata. L’ipotesi che ci sia un’inimicizia, ragiona, semmai riguarderebbe Adani verso Allegri, eppure “nessuno gli sta dicendo che è un nemico“.
A essere rovesciata è l’accusa di parlare per amicizia, che Sabatini respinge in blocco: “io questo come categoria dei giornalisti lo rifiuto“. Per lui la questione è deontologica prima che calcistica, perché riguarda il modo in cui un cronista si assume la responsabilità di ciò che dice: “è una cosa molto grave per il giornalismo“.
Super partes
La risposta passa dall’identità professionale. Sabatini rivendica un metodo che non lascia spazio a rancori personali: “io non ho mai parlato per inimicizia“. E richiama la scuola da cui viene, quella di chi ha iniziato il mestiere con un’idea precisa del proprio ruolo: “ci sentivamo un po’ come i giudici, un po’ come quelli che dovevano essere super partes“.
Un principio che, nel suo ragionamento, vale per ogni giudizio su Allegri e sul Napoli, favorevole o no, e che toglie sostanza all’idea di un fronte compatto a difesa del tecnico. Una linea che resta la stessa a prescindere da chi sia il destinatario della critica: “Se diciamo una cosa, è una cosa in cui crediamo, a prescindere da bianco, nero, rosso, verde, destra, sinistra, o amici o nemici“.
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