Tre calci d’angolo, tre gol in sette minuti: dall’83′ al 90′ il Real Madrid ha ribaltato all’Olimpico una Roma avanti 3-1, vincendo 4-3 nella seconda giornata della fase campionato di Champions League. Gasperini aveva già perso Koné dopo un quarto d’ora e Dybala all’intervallo, giocando senza Svilar e Cristante. Nel dopo gara il tecnico ha parlato di una squadra passiva nel finale.
Tre corner, tre gol
Alla vigilia la Roma cercava i primi tre punti della fase campionato dopo l’1-1 con il Fenerbahçe, contro un Real già vincitore sull’Inter. Gasperini schiera un 3-4-2-1 con Soulé, Dybala e Malen a guidare l’attacco e Gollini in porta. Il tabellino racconta una Roma capace di restare avanti nonostante le assenze: de Roon al 20′, la risposta di Mbappé al 25′, la doppietta di Malen tra il 51′ e il 57′ per il 3-1. Per Nando Orsi, ospite di Radio Radio Mattino – Sport & News, il merito è della panchina: “Gasperini ha preparato una partita perfetta“. E il campo, a suo giudizio, aveva già dato il verdetto: “La Roma aveva asfaltato il Real Madrid“.
Poi il ribaltone firmato dai palloni da fermo di Güler: Espí all’83′, Endrick all’85′ e l’ex Rüdiger al 90′, tutti sugli sviluppi di un calcio d’angolo. In sette minuti il vantaggio di due gol si è azzerato, e poi capovolto, con il Real di José Mourinho, tornato all’Olimpico da avversario, che dalla panchina ha cambiato la partita. “Come si fa a prendere tre gol consecutivi da calcio d’angolo?“, si chiede in diretta lo stesso Orsi.
La colpa dei giocatori
Nel dopo gara anche Gasperini ha parlato di una squadra passiva e senza personalità negli ultimi minuti, spostando l’attenzione dal piano partita all’atteggiamento in campo. È il terreno su cui Orsi non fa sconti: “Io sarei entrato negli spogliatoi e li avrei attaccati al muro!“. La responsabilità, per lui, è tutta lì: “La colpa è dei giocatori, li avrei mangiati vivi!“. Poi la domanda retorica: “Con chi te la vuoi prendere?“. E la sentenza finale: “I giocatori sono la rovina degli allenatori“.
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