No, non se ne era mai veramente andata. Ma se c’era ancora bisogno di una conferma, l’abbiamo avuta ieri pomeriggio. La protesta dei tifosi della Lazio è tornata infatti al centro del dibattito dopo le parole dal direttore sportivo Angelo Fabiani. In conferenza stampa a Formello, il dirigente ha scelto di non entrare nel merito delle ragioni della contestazione, ma ha rivolto un appello diretto alla tifoseria: Questi ragazzi hanno bisogno di voi. Un intervento che, anziché spegnere la discussione, ha contribuito a riaccendere il confronto sul rapporto tra squadra, società e sostenitori.

A Radio Radio Lo Sport il tema ha dato vita a un acceso botta e risposta tra Tony Damascelli e Alessandro Vocalelli, schierati su posizioni praticamente opposte rispetto alla scelta di disertare lo stadio come forma di protesta contro la proprietà.

Damascelli: “Protesta dei tifosi: non si dovrebbe mai rinunciare alla Lazio!”

Damascelli boccia senza mezzi termini questa forma di contestazione. Secondo il giornalista, è possibile criticare duramente Claudio Lotito, auspicare un cambio di proprietà e prendere le distanze dalla gestione, ma senza separarsi dalla squadra.

“Il tifoso non rinuncia mai a seguire la propria squadra”, sostiene Damascelli, prima dell’affondo: “Questo movimento mi fa ridere, perché non serve a nessuno. Non serve alla squadra, non serve alla società, non serve al tifoso”.

Di tutt’altro avviso Alessandro Vocalelli, che considera invece la mancata partecipazione allo stadio una delle forme più civili attraverso cui manifestare il proprio dissenso, soprattutto quando il tifoso ritiene di essere stato ridotto al ruolo di semplice cliente.

Due concezioni opposte dello stesso legame: si può arrivare a lasciare vuoto lo stadio per contestare una proprietà oppure il sostegno alla Lazio deve restare sempre separato dal giudizio su chi la gestisce?

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