Vespa Orientalis in espansione: i pericoli per l’uomo | Con Andrea Lunerti

"Al ritorno dalle vacanze non sollevate la serranda con la finestra aperta." L'etologo Andrea Lunerti spiega perché Roma è nel picco dell'emergenza vespa orientalis e come riconoscere un nido prima che sia troppo tardi.

A Roma è tornata a farsi sentire una minaccia che l’estate scorsa sembrava già archiviata: la vespa orientalis è diventato, in pochi anni, uno dei problemi di sicurezza domestica più diffusi nella Capitale.
Originaria di habitat aridi dove il cibo scarseggia, la specie ha trovato nella città un ambiente sorprendentemente favorevole: cassonetti pieni di residui organici, intercapedini e cassonate delle serrande perfette per nidificare, crocchette per cani e gatti lasciate all’aperto. Il risultato è una popolazione in crescita esponenziale, arrivata quest’anno al picco del suo ciclo vitale.

A monitorare il fenomeno da vicino è l’etologo e naturalista Andrea Lunerti, che fu tra i primi a identificare la presenza della vespa orientalis a Roma circa cinque anni fa, a Monteverde. Da allora il quadro è cambiato radicalmente: “Quest’anno io mi trovo ad avere molte più richieste d’aiuto rispetto all’anno scorso e non riusciamo”.

Il rischio più frequente riguarda proprio le abitazioni, e in particolare un gesto quotidiano compiuto al rientro dalle vacanze. “Al ritorno non sollevate la serranda aprendo preventivamente la finestra, ma fatelo dopo. Cioè tenete la finestra chiusa, sollevate la serranda con la finestra chiusa”. Questo perché durante l’assenza dei proprietari il nido può crescere fino a inglobare l’intero rotore della serranda: sollevarla con la finestra già aperta significa esporsi a un attacco diretto, difatti un episodio recente, vicino Guidonia, si è concluso con il ricovero in ospedale di un uomo attaccato in queste circostanze.

Volo ondulatorio o volo diretto: il segnale da riconoscere

Distinguere la vespa orientalis dalle altre specie è più semplice di quanto sembri: “Ha questa fascia gialla sull’addome che è facilmente visibile a tutti”.
Ma il dettaglio più utile riguarda il comportamento in volo: “Se hanno un volo ondulatorio, cioè se vanno da una parte all’altra durante il volo, sono alla ricerca di cibo, risorse alimentari, acqua o materiale ligneo. Se invece ha un volo diretto e continuato in un’unica direzione, in andata e ritorno, a quel punto dobbiamo seguire con lo sguardo per capire dove si trovi il nido perché è lì che si dirigono — senza però avvicinarsi: basta un video ripreso a distanza da inviare a personale esperto.

Un altro errore comune, spiega Lunerti, è quello di uccidere l’insetto quando lo si incontra isolato: “Uccidere una vespa può comportare la dispersione del feromone dell’allarme, e se siamo nelle vicinanze del nido abbiamo commesso un grave errore, ci vengono addosso tutte le altre.” Queste vespe comunicano tra loro anche tracciando vere e proprie “autostrade” olfattive verso il nido: interromperle, anche solo passandoci in mezzo, può bastare a scatenare una puntura o un attacco.

Per capire come comportarsi e come prevenire un attacco abbiamo intervistato Lunerti a ‘Un Giorno Speciale’: l’intervento completo nel video.