Nel Regno Unito è tornato al centro delle cronache il tema dei limiti alla libertà d’espressione online. Un ex agente di polizia della contea di Durham, Stephen Gray, 65 anni, è stato multato per 1.000 sterline per aver condiviso su Facebook un meme a sfondo satirico sul consumo di carne di maiale, giudicato dal giudice distrettuale Steven Hood “concepito per essere offensivo”. Il procedimento era scaturito da una segnalazione di un vicino con cui l’uomo era in causa per una disputa condominiale, dopo che la stessa Procura aveva inizialmente escluso “realistiche prospettive di condanna”. Gray ha annunciato ricorso, definendo la vicenda “una legge sulla blasfemia dalla porta di servizio“, mentre la sezione 127 del Communications Act, la norma applicata, punisce genericamente i messaggi “grossly offensive” diffusi tramite reti di comunicazione pubbliche.
Il woke entrato nelle istituzioni, secondo Boni
Il caso si inserisce in un confronto più ampio sulla deriva delle politiche identitarie, discusso in diretta tra Bonifacio Castellane e Anna Paola Concia, intervistati da Stefano Molinari. Secondo Boni, il tratto distintivo dell’attuale fase rispetto alle origini dell’ideologia woke sta nella sua capacità di penetrare le istituzioni: a suo dire il fenomeno “è riuscito a infiltrarsi nella fase finale della presidenza Obama” per poi diffondersi ulteriormente, elaborando “dispositivi di punizione, sorveglianza e controllo” che avrebbero diviso le società occidentali. Nel suo intervento, l’ospite ha richiamato proprio la vicenda giudiziaria britannica come esempio di questa deriva.
Concia: “Woke dalla nascita, ma l’estremismo è un’altra cosa”
Concia, dal canto suo, ha rivendicato un percorso di militanza sui diritti civili distinto dagli eccessi identitari più recenti: “la questione è che io sono woke dalla nascita”, ha osservato, aggiungendo di essersi sempre battuta per i diritti delle persone omosessuali e transessuali. Nelle sue parole, tuttavia, “l’estremismo woke è un’altra cosa”: un fenomeno che definisce “fortemente ideologico”, capace di “disgregare le società” secondo la tesi del politologo Yascha Mounk, richiamata nel corso della conversazione.










