La Lazio del presidente Claudio Lotito riparte in un clima sempre più complicato, segnato dalla profonda frattura tra la tifoseria e la società. Il dato della campagna abbonamenti è emblematico: al termine della fase riservata ai rinnovi sono state sottoscritte poco più di duemila tessere, contro le 29.918 della passata stagione. La vendita libera proseguirà fino al 20 agosto, ma il segno della protesta contro Lotito è ormai lampante.
Alle tensioni ambientali si aggiungono le contraddizioni sul mercato. L’ultima riguarda Alessio Romagnoli, tornato a disposizione di Gennaro Gattuso dopo il blocco della trattativa con l’Al-Sadd. Il difensore è stato richiamato a Formello e potrebbe essere reintegrato in attesa di comprendere quale sarà il suo futuro.
Damascelli ▷ “Lazio, una commedia dell’assurdo: Lotito non se ne rende conto”
Di questo momento ha parlato Tony Damascelli durante il suo intervento ai microfoni di Radio Radio. Il giornalista ha descritto quella biancoceleste come una vera e propria “commedia dell’assurdo”, sottolineando soprattutto il significato del crollo degli abbonamenti.
“Non sono soltanto una voce importante nei conti di un club: sono il segnale che la gente non ti vuole più. La presidenza non si rende conto di non poter combattere contro cento avversari che ormai non le vogliono più bene”, ha spiegato Damascelli.
Secondo il giornalista, il problema non sarebbe riconducibile esclusivamente a Lotito, ma il presidente contribuirebbe ad alimentare le sofferenze e la tensione che circondano la società: “La Lazio è stata un grandissimo club, ma oggi vive una piccola dimensione. Bisogna fare punto e a capo: continuare così per tutta la stagione non serve a Lotito, ai giocatori, ai tifosi e neppure all’immagine del club e del calcio italiano”.
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