Nuovi sviluppi nel caso dell’aggressione dell’11 luglio scorso sul lungomare di San Benedetto del Tronto, dove l’imprenditore Giuseppe Barboni ha colpito con diversi pugni un cittadino iracheno che stava rallentando il traffico. La vittima, Maicheal Habeeb Jousif, ha sporto denuncia al commissariato di polizia, presentando un certificato medico con 14 giorni di prognosi. La Procura di Ascoli Piceno ha aperto un fascicolo per lesioni personali per ricostruire la dinamica dei fatti.
Vannacci prende le distanze, Barboni non arretra
Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha dichiarato che la violenza non era giustificata da esigenze di legittima difesa. Barboni, dal canto suo, ha ribadito la propria versione, sostenendo che la vittima, girandosi con le mani vicino all’inguine dopo minuti di tensione, avrebbe potuto rappresentare un pericolo.
L’intervista alla vittima
Sulla vicenda è intervenuto Giorgio Bianchi, che ha ricostruito il profilo dell’uomo aggredito partendo dall’intervista rilasciata alla testata Riviera Oggi. “Si chiama Maicheal Habib Yusuf, è iracheno ma in realtà è assiro di origine, è un rifugiato, parla cinque lingue correttamente. È cristiano, non è musulmano. Beve, tra l’altro, quindi contrariamente ai musulmani, e ha una foglia di marijuana tatuata sul braccio. Quindi esattamente l’opposto di quello che potrebbe essere l’islamico ortodosso che fa tanta paura e fa tanto orrore oggi a una parte del mondo”.
“Aveva subito uno sgombero da parte delle forze dell’ordine che avevano buttato, a suo dire, chiaramente questa è la sua versione dei fatti, avevano buttato nel cassonetto tutti i suoi effetti personali, dei quali lui dice non mi interessava niente perché era tutta roba di poco conto. L’unica cosa alla quale tenevo moltissimo era una felpa, che era la felpa appartenuta a mio fratello morto, a suo dire assassinato durante il governo di Saddam Hussein in Iraq. Di fronte al diniego, data la situazione personale critica, si è abbandonato all’alcol, si è ubriacato e poi ha inscenato questa protesta per quello che gli era successo”.
“Al di là di tutto quello che uno possa pensare – spiega Bianchi – per me il fenomeno dell’immigrazione fuori controllo è un fenomeno pericoloso che crea destabilizzazione, che non finirà bene. Questo è poco, ma è anche sicuro. Ma anche soffiare su questo clima rovente non fa altro che appunto aumentare il rischio di questi episodi, che poi spesso coinvolgono persone che vivono dei drammi personali. Sono persone in condizioni di grave disagio che però non sono dei criminali, non sono dei delinquenti, sono soltanto dei poveri che hanno l’unica colpa di essere poveri”










