Un gigante addormentato” il 3 settembre del 2020 era questo il termine utilizzato da Ryan Friedkin nella prima intervista sul sito ufficiale della Roma. Quell’aggettivo è però diventato parte della quotidianità giallorossa perché nelle tempistiche, la società capitolina non ha mai spiccato per tempismo e velocità. Solo in rari casi la proprietà si è dimostrata pronta a cogliere l’occasione, come accaduto nell’ingaggio sottotraccia di Mourinho o nel blitz per Paulo Dybala. Eccezioni che confermano la regola.

Mai come in questa stagione però l’impasse sta diventando snervante. Dopo due mesi esatti dalla festa di Verona per il ritorno in Champions League, la Roma non è cambiata di una virgola. Anzi, al momento è sotto organico. Dopo il 30 giugno Ferguson, Venturino, Zaragoza e Tsimikas non sono più giocatori tesserati della Roma, ma insieme a loro non lo sono nemmeno El Shaarawy e Celik. Se per il primo c’era stato un saluto da favola con il gol, neanche a farlo apposta, proprio due mesi fa a Verona, per il secondo la situazione è totalmente diversa.

Dopo aver trattato per oltre un mese e mezzo con i dirigenti giallorossi, il turco era atteso nella Capitale per firmare un nuovo triennale fino al 2029. In attesa dello sbarco a Roma però Celik ha pensato bene di fare tappa a Torino, sponda bianconera, per poi restarci. Un fulmine a ciel sereno e un giocatore in meno per Gasperini.

In mezzo a queste sventure c’è stato il rinnovo di Dybala – per fortuna e i rinnovi di Cristante e Mancini. Ancora da decifrare le tempistiche per Lorenzo Pellegrini che, a 24 giorni dalla naturale scadenza del contratto con la Roma, ancora non ha rinnovato e risulta ad oggi un giocatore svincolato.

E pensare che proprio due mesi fa l’accesso in Champions League aveva regalato ai tifosi, ma anche a Gasperini, la sensazione di poter sognare in grande.

Il passaggio del testimone da Massara a D’Amico nel ruolo di direttore sportivo non ha sveltito i processi in casa Roma. Greenwood e Summerville ne sono la prova lampante. La mancanza di velocità nel chiudere le trattative ha portato la Roma a un pugno di mosche nel giro di due mesi. C’è bisogno di snellire l’ingolfata macchina Roma e gli schiaffi ricevuti nel giro di poche settimane non possono essere ignorati. La Roma, il suo mercato lo farà e forse sarà anche più competitiva della passata stagione, ma ogni tanto servirebbe chiarezza e voce. Quella voce che la famiglia Friedkin non ha mai fatto sentire e che forse è il caso di cominciare a fare!