Negli ultimi giorni a Belfast, un uomo di circa quarant’anni è stato aggredito con un coltello mentre camminava per strada. La vittima, Stephen Ogilvie, ha riportato ferite molto gravi: ha perso l’uso di un occhio e ha subito tagli profondi al volto, al collo e alla schiena. L’aggressore, un rifugiato sudanese di 30 anni, è stato fermato sul posto e accusato di tentato omicidio e minacce di morte. A seguito della tragica aggressione, si sono scatenate rivolte nella capitale nordirlandese, degenerate in incendi nelle case che si ritenevano essere di immigrati e scontri con le forze dell’ordine.
L’analisi di Bonifacio Castellane
“Le differenze con George Floyd si fanno perché esiste un assetto sociale che si chiama parastato gramsciano”, spiega in diretta Bonifacio Castellane, editorialista de La Verità, “che sulla base di determinate conflittualità sociali si costituisce come fornitore di servizi e di prestazioni, invece sulla base di altre conflittualità sociali si costituisce come forza che reprime come nei peggiori totalitarismi. Il conflitto sociale esiste da sempre ed è stato individuato da Hegel per primo, poi da Marx, ma è stato Lenin quello che ha chiarito una volta per tutte che la violenza è necessaria come forza rivoluzionaria. Il parastato gramsciano utilizza il conflitto come carburante, ma solo quello che poi deve essere gestito attraverso i servizi che esso stesso emanerà. Il conflitto che deve essere represso è quello che stiamo vedendo a Belfast”.
“Ricordo che a Minneapolis, ai tempi dell’uccisione di George Floyd, non solo è stato creato il Black Lives Matter, classico esempio di parastato gramsciano in azione, ma gli scontri durarono un mese e ci furono 19 morti. Mentre numerosi leader mondiali si inginocchiarono e i media descrissero le manifestazioni come ‘mostly peaceful’, per le proteste di Belfast si invoca censura, condanna e successive misure di rieducazione. Io ritengo che le manifestazioni di piazza non servano mai a niente e siano strumentalizzazioni costruite dalle élite per attivare dispositivi di controllo. Però non posso non simpatizzare con chi protesta a Belfast dopo l’aggressione a un ragazzo con problemi fisici e mentali, aggredito, accecato e quasi decapitato mentre camminava ignaro per strada”









